AMARCORD – Napoli-Empoli, capitale e succursale

A parte l’assonanza, Napoli ed Empoli non potrebbero essere più diverse: la prima, già capitale del Regno delle Due Sicilie, è la città più importante del Mezzogiorno, la seconda è una cittadina in provincia di Firenze con un numero di abitanti che non riempirebbe lo stadio San Paolo.

Calcisticamente parlando, potremmo definire l’Empoli una succursale del Napoli in quanto ha un settore giovanile che ha forgiato diversi elementi nati sotto il Vesuvio ma arrivati lì in cerca di miglior fortuna: tra questi Di Natale e Montella che tanto avrebbero fatto comodo alla causa azzurra, così come napoletano è l’attuale tecnico Sarri che, secondo molti, avrebbe meritato di allenare in A molto prima. Di Torre del Greco è il portiere Luigi Sepe, classe ’91, spedito ad Empoli in prestito dal Napoli.

Non dimentichiamo il sempreverde Tavano, nato a Caserta nel 1979, da quattro stagioni ad Empoli e miglior marcatore di sempre nell’almanacco della compagine toscana.

L’Empoli quest’anno è una matricola: un purgatorio lungo diversi anni cominciato con  la retrocessione del 2008 dopo essersi piazzato, nelle due stagioni precedenti, al settimo ed all’ottavo posto.

Tuttavia, nell’ultima visita al San Paolo degli azzurri toscani, in comune il colore sociale, questi conquistarono l’intero bottino: Napoli-Empoli 1-3. Sconfitta non certo indolore ma De Laurentiis capì di dover usare la carota e quella sera portò l’intera squadra fuori a cena.

Ospiti in vantaggio con Pozzi prima del momentaneo pareggio di Mannini, nella ripresa ancora Pozzi e Budel per lo storico successo dei toscani.

Due coincidenze, la prima è temporale: l’Empoli scese al San Paolo il 17 febbraio 2008 esattamente sei anni dopo la penultima volta, 17 febbraio 2002, in serie B, risultato 0-0. La seconda concerne il calendario: l’ultimo Napoli-Empoli fu successivo alla trasferta dei partenopei a Genova contro la Sampdoria, proprio come quest’anno.

L’ultima vittoria del Napoli risale al 5 dicembre 1999, 1-0, rete di Schwoch, domenica sarà 7 dicembre, pretendere un’ulteriore combinazione sarebbe troppo.

Si era sempre in B; per le sfide in A bisogna risalire al 14 settembre 1997: vittoria del Napoli per 2-1: reti di Protti e Bellucci che totalizzando 14 sole reti in due (una per ogni punto della classifica finale) non salvarono il Ciuccio da una nefasta retrocessione.

Un salto all’indietro di dieci anni e si arriva al 1°novembre 1987, altri tempi, ma anche qui vita dura per il Napoli che necessitò di una doppietta di Maradona, di cui una su rigore, per ribaltare il vantaggio dello svedese Johnny Ekström, 2-1. Fu invece gloria il 23 novembre 1986, 4-0, Maradona, doppietta di Carnevale e gol di Bagni per un Napoli lanciato verso il primo, storico scudetto in quella che fu anche la prima stagione dell’Empoli in serie A. Saranno pure diversissime, Napoli ed Empoli, ma hanno più di qualcosa in comune.

 

Antonio Gagliardi

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