TORINO – “Non facciamo calcoli, perché quando si fanni i conti poi vengono fuori i contadini, come si dice a casa mia”. Alla vigilia di Juve-Chievo, il livornese Massimiliano Allegri si affida alla saggezza popolare per tenere la corda tesa e zavorrare l’entusiasmo di un gruppo che, schizzato a +5 sulla Roma seconda, domenica pomeriggio potrebbe trovarsi provvisoriamente a +8 sulla diretta inseguitrice giallorossa (impegnata nel posticipo domenicale in casa della Fiorentina). “Col Chievo non sarà semplice come dicono tutti, Maran ha dato una buona organizzazione a una squadra che sa ripartire bene. La prossima partita sarà un bivio importante, ma quella dopo lo sarà ancora di più. Mancano tante vittorie per raggiungere l’obiettivo finale, non c’è più tempo per sbagliare. Bastano due pareggi per farsi rubare quattro punti. Non importa se a fine maggio saremo a +3, oppure a +5 o addirittura a +8, importa soltanto essere in testa”.
Dai conti, da non fare, all’incontro di ieri con il Ct Conte, con quella stretta di mano che è sembrata niente più che la rappresentazione di una staffetta tra il vecchio e il nuovo allenatore bianconero: “Quella di ieri è stata una visita di routine, io non ci ho visto niente di strano. Quando ero al Milan avevo ricevuto la visita di Prandelli. Se ho ricevuto qualche consiglio? Quando due allenatori si parlano è normale che ci sia uno scambio di idee, ma ieri non c’è stato tempo: abbiamo avuto soltanto tre minuti per parlarci, perché c’era l’allenamento”. Poche parole e nessuna voglia di cambiare i piani del club in merito agli stage proposti dal Ct: “Volete sapere se c’è stata un’apertura sul fronte degli stage? Quello è più che altro un problema della società. Come avevo già detto, io degli stage non so niente, ma credo che sia un’idea abbastanza campata per aria”.
Venerdì a Vinovo c’è stata anche la visita di Raiola, la quarta negli ultimi 16 giorni. Inevitabile chiedere ad Allegri se teme che il noto procuratore possa portargli via Pogba o, al contrario, se spera che gli porti qualcuno: “Io l’ho visto soltanto ieri, non l’ho visto quattro volte e non so se per questo sono stato fortunato o sfortunato – scherza Allegri prima di dribblare la domanda con un altro sorriso -. Raiola ha detto di voler diventare presidente della Fifa, credo abbia un obiettivo importante da raggiungere…”. In merito all’immobilismo (apparente?) della Juve sul mercato, Allegri ripete quanto detto nei giorni scorsi: “Stiamo facendo delle valutazione, vedremo chi potrà arrivare alla Juve. L’importante è che siano giocatori utili alla causa, in grado di alzare il livello della rosa”. Sturaro dovrebbe giungere martedì, mentre aumenta il pressing su Zaza e termina la caccia al difensore: “Discorso chiuso, perché Barzagli sta decisamente meglio e domani sarà convocato – annuncia il tecnico bianconero -. Sono molto fiducioso. Andrea è lontano dal rientro vero e proprio, viene da sei mesi di inattività, ma comincerà a riassaporare il clima del ritiro”.
Allegri medita di dare un turno di riposo a Pirlo, reduce dall’influenza: “Ora vediamo come sta, se non è in buone condizioni rientrerà mercoledì prossimo (quarti di finale di Coppa Italia a Parma; ndr)”. In attacco, invece, si dovrebbe tornare all’antico, con Llorente in vantaggio su Morata per fare coppia con l’intoccabile Tevez: “Le gerarchie non cambiano in due partite. Fernando ha fatto bene, anche se ha segnato meno di quanto avrebbe potuto. Nella seconda parte della stagione, comunque, avremo bisogno di tutti”. Anche del “canadese” Giovinco? “Fino al 30 giugno Sebastian è un giocatore della Juve, e così verrà trattato – conclude Allegri -. Non è che se sei in scadenza di contratto non sei più utile alla causa. Giovinco deve darci una mano a raggiungere il nostro obiettivo, a meno che non vada via prima…”
serie A
- Protagonisti:
- massimiliano allegri