L’AVVERSARIO – Contro il Chievo sin prisa pero sin pausa per la rincorsa al secondo posto

RolandoMaran

Ogni anno, “di riffa o di raffa”, il Chievo Verona riesce a salvarsi. Questa stagione era cominciata malissimo per i gialloblù, con Corini che non riusciva più a trovare la quadra e una squadra che non faceva risultati. Poi, con l’esonero dell’ex azzurro a metà ottobre, l’arrivo di Maran ha riportato entusiasmo e prestazioni, che hanno permesso al Chievo di tornare sopra la zona retrocessione. Purtroppo le ultime due sconfitte, contro Fiorentina e Juventus, l’hanno relegato nuovamente al terz’ultimo posto, ad una lunghezza da Empoli e Cagliari.

Prima della sconfitta al 90′ in casa contro la Fiorentina a causa della rete di Babacar, tra novembre e dicembre, i gialloblù hanno concesso solo una delle sette partite giocate, in casa contro l’Inter. Per il resto, tre vittorie e tre pareggi, con dodici punti conquistati sui ventuno disponibili: un ruolino di marcia ampiamente in regola con chi ha come l’obiettivo la salvezza. Inoltre, il successo nel derby contro l’Hellas, ha dato ovviamente grande spinta a tutto l’ambiente.

Dal punto di vista mentale, quindi, la squadra di Maran non è messa male: la difesa gialloblù concede molto, a centrocampo non figurano fenomeni mentre in attacco bisognerà fare molta attenzione a Paloschi e a Meggiorini, che a Verona ha ritrovato il gol con una certa regolarità.
Prima delle ultime due sconfitte contro Fiorentina e Juve, il Chievo deteneva la seconda miglior difesa del campionato nella gestione-Maran. Juve a parte, nessuno aveva fatto meglio. “Tutto parte da centrocampisti ed attaccanti, merito della squadra se la difesa subisce poco. Bravi loro a non permettere all’avversario di avere a disposizione tante palle libere, quelle che mettono ovviamente in difficoltà noi difensori”, la teoria di Dario Dainelli. “Il valore di una prestazione difensiva di squadra va valutato proprio dal numero di palle libere che concedi nelle zone sensibili del campo, dai 60 metri in poi. Evidentemente tutti stanno svolgendo un ottimo lavoro se questi sono i risultati ed il Chievo subisce pochi gol”, la lettura di Alessandro Gamberini.

Nell’ultimo match giocato allo Juventus Stadium, i Campioni d’Italia hanno impiegato un’ora di gioco per piegare la resistenza della compagine allenata da Maran. Che le cose non fossero facili, lo si era intuito già al momento della lettura delle formazioni: i clivensi infatti, si sono presentati allo Stadium piuttosto abbottonati: scopo dei veronesi è stato, per tutta la gara, quello di intasare gli spazi e di impedire alla Vecchia Signora di sviluppare il suo gioco: dalle parti di Buffon, i veneti, mai pervenuti, se non nel finale, con un palo colpito da Schelotto. La diga eretta da Bizzarri e compagni ha retto sessanta minuti: poi, è salito in cattedra Paul Pogba, sempre più decisivo e devastante.

Analizzando la gara si può rimarcare come i campioni d’Italia siano stato piuttosto imprecisi: su 29 conclusioni sferrate, solo 8 hanno centrato lo specchio della porta difesa da Bizzarri, molto bravo in alcune circostanze (specie su Chiellini e Vidal nella prima frazione di gara). Il possesso palla è stato nettamente appannaggio degli uomini di Allegri anche se, in certi frangenti, è mancata un po’ di velocità nella circolazione della palla. Da rimarcare anche una maggior “cattiveria” nei contrasti da parte dei veneti, che risultano primeggiare in questo particolare dato statistico.

La Juve è stata brava nel saper aspettare il momento giusto per affondare il colpo, senza farsi assillare dall’ansia di non riuscire a sbloccare il risultato. Al resto ci ha pensato un campione come Pogba. Gli azzurri dovranno avere molta pazienza domenica, senza avere fretta di sbloccare subito il risultato e magari prestarsi ai contropiedi pericolosi dei clivensi. Sin prisa pero sin pausa. Con un Pipita così poi, la rincorsa al secondo posto deve continuare…

Giuseppe Di Marzo

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