Ma la difesa sbanda sempre: già 26 reti incassate

«albiol atalanta-napoliLa Roma è in difficoltà, è evidente. E noi non possiamo che approfittarne. O almeno ci dobbiamo provare». Raul Albiol è uno che, in altre ere geologiche del calcio napoletano, sarebbe stato definito un titolarissimo di Rafa. Ma in fondo è molto di più: è il suo pretoriano di ferro, la sua ombra in campo. «Il momento difficile che abbiamo attraversato nel girone di andata sembra alle spalle, ora pensiamo soltanto a fare più punti possibili. Senza dimenticare la Coppa Italia: siamo i detentori, l’abbiamo conquistata pochi mesi fa e vogliamo ancora tenercela ».
Gli azzurri sono terzi. Eppure la prova con il Chievo è ancora viva con i suoi squilibri e gli affanni: molto impeto ma senza ordine difensivo. Una squadra-ottovolante che si esalta e si spegne, sbanda, poi per fortuna riesce a rimettersi in carreggiata. Ma pesano ancora certi incredibili errori che si fa fatica ad accettare dopo 31 partite stagionali (comprese le coppe). Soprattutto quelli di Rafael, che là dietro – senza neppure entrare nei dettagli dell’uscita catastrofica che ha provocato l’autorete di Britos che per altro ricorda quella di Reina a Livorno lo scorso anno – continua a non essere capace di dare segnali di sicurezza. Il rimpianto numero uno del Napoli, probabilmente, non è quello di non aver preso neppure in questa sessione di mercato un difensore centrale o un centrocampista, ma quello di non aver fatto il sacrificio giusto (economico, s’intende) per trattenere proprio Pepe Reina. Che di papere ne faceva anche lui, sia chiaro, come d’altronde tutti i portieri: ma era un baluardo- totem della porta. Era il leader. Il reparto difensivo del Napoli incassa la sua rete numero 26 in campionato: alla fine dello scorso campionato il numero totale era 39. Solo in cinque gare Rafael non ha preso gol e la difesa del Napoli non ha combinato qualche guaio. Albiol, vecchio drago, sembra avere perso qualcosa nella corsa, nel dinamismo. L’inserimentodi Strinic è stata una vera svolta: rispetto a Ghoulam lui è difensore vero. Meno fronzoli, meno appariscenti corse sulla fascia. Concreto, ecco. L’algerino se la vedrà brutta al ritorno dalla Coppa d’Africa. Maggio, invece, dopo qualche sbandamento di inizio stagione, con il Chievo ha svettato in personalità. Il punto sono i due centrali: lenti e spesso in affanno. Certo, Jorginho una mano non la dà di certo. Anzi, nel caso, dà una mano al contrario. Benitez passa ore intere a lavorare su questo aspetto. Albiol comunque decide che è il momento di godersi i tre punti: «È stata una grande domenica per noi perché le altre hanno perso e la Roma ha pareggiato. Dobbiamo approfittare di questo momento: noi stiamo finalmente bene e tra di noi c’è la consapevolezza della nostra forza. Dobbiamo continuare così». Analizza la gara: «Nella ripresa abbiamo fatto meglio, dopo il gol di Gabbiadini abbiamo sofferto poco e sfiorato più volte la terza rete. Dobbiamo solo continuare così perché il secondo posto è più vicino e per noi sarebbe molto importante raggiungerlo». Forse, sarebbe meglio dire: fondamentale.

Il Mattino

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