MILANO – “La partita è sulla carta proibitiva, giocare con la Juve è dura per tutti, lo abbiamo sperimentato nella gara d’andata dove nell’ultimo quarto d’ora ci hanno segnato. Ma noi vogliamo giocarcela, quindi vediamo”. E’ un messaggio di ottimismo quello che Mauro Tassotti lancia ai microfoni di Milan Channel, alla vigilia della sfida dello Stadium contro i bianconeri.
“PARMA SNODO IMPORTANTE” – In conferenza stampa al posto dell’influenzato Inzaghi, il tecnico rossonero è apparso rinfrancato dopo l’ultima gara vinta 3-1 contro il Parma: “Dopo il primo tempo contro il Parma abbiamo parlato negli spogliatoi, la squadra non può essere nel massimo del suo splendore perché i risultati hanno tolto sicurezza alla squadra e ci siamo trovati a giocare male con tanti giocatori fuori e la partita contro il Parma era uno snodo importante e siamo riusciti a vincere. Ovviamente bisogna crescere anche dal punto di vista del gioco”.
“MAI SOTTOVALUTARE LE SQUADRE” – E dietro la crisi rossonera di gennaio potrebbe esserci un problema di presunzione, secondo l’analisi di Mauro Bassotti: “Abbiamo finito bene il 2014, poi siamo ripartiti male. E’ un’ipotesi che facciamo tra di noi, forse potremmo aver sottovalutato qualche squadra e probabilmente non siamo una squadra che può permettersi di sottovalutare nessuno – ha spiegato il vice allenatore rossonero -. Poi abbiamo perso e iniziato ad avere insicurezze che ci siamo portati indietro fino alla partita di domenica scorsa con il Parma, affrontata senza una decina di titolari. Con molte difficoltà abbiamo vinto e ora vogliamo tornare a crescere e giocare bene”.
C’E’ BONAVENTURA – Convocato Bonaventura (“Jack sta bene, forse non ancora benissimo, però è a disposizione, quindi vediamo domani”), per quanto riguarda i nuovi aggiunge: “Antonelli è in forma, Paletta arriva da una situazione particolare dal Parma, hanno avuto pochi giorni a disposizione ma è chiaro che ci vorrà un po’ di tempo prima di vederli al 100% in squadra”. Poi una battuta sulle parole di Destro di ieri: “Valgono più di qualsiasi cosa, indipendentemente dal momento, quando ti chiama il Milan bisogna andare perché é una grande società. Anche io non mi sono mai posto il problema appena mi hanno chiamato ho subito accettato perché il Milan è una grande società”.
GALLIANI: “INSPIEGABILE LA CRISI DI GENNAIO” – Fatica a trovare una motivazione alla crisi del Milan Adriano Galliani che però ricorda che, alla fine del 2014, il Milan era ancora in corsa per la zona alta della classifica. “La memoria è corta e nessuno se lo ricorda – ha detto l’ad rossonero al suo arrivo in Lega Calcio a Milano – il Milan il 14 di dicembre era al pari del Napoli. Non ho capito cosa è successo dopo, ma non ho chiesto spiegazioni a Inzaghi. Ho solo detto che è inspiegabile”. Poi l’ad ha risposto con una battuta ad Alessandro Del Piero che si è ironicamente proposto ai rossoneri: “Ho cercato di comprarlo all’epoca di Padova, ma volevano 5 miliardi per un ragazzino di 14 anni”. “Baselli? Abbiamo parlato con l’Atalanta ma è una prelazione morale”, ha concluso Galliani.
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