Sosa promuove Zapata: “Entra e fa centro, mi rivedo in lui. Cambiare le gare non è da tutti”

Roberto_Carlos_Sosa_1Chiamateli pure bomber di scorta. Professione scomoda. Sono richieste spalle larghe e una capacità di adattamento che non è da tutti. Il compito può essere ingrato: bisogna fare la differenza, quando il titolare non è disponibile, oppure per pochi minuti. Il ruolo dello specialista non è per tutti. Lo sa bene Roberto Carlos Sosa che a Napoli è diventato un fautore del part-time partendo spesso dalla panchina. Per l’argentino non è mai stato un ostacolo: ha sempre risposto presente all’appello collezionando un bottino di reti di tutto rispetto (30 complessive). Impegno, determinazione e attaccamento alla maglia, questi gli ingredienti che lo hanno reso un idolo del San Paolo. Del Napoli è rimasto un vecchio amico e per questo ieri mattina al centro tecnico di Castel Volturno è stato accolto con grande simpatia. Sorrisi, pacche sulle spalle e l’incontro, immortalato con una foto sul profilo twitter della società, con Benitez che il Pampa stima molto, come dichiarato in più di una circostanza. Sosa, del resto, è diventato allenatore e la sua nuova carriera ha subito uno stop dopo l’addio al Sorrento, maturato a gennaio con rescissione consensuale del contratto: non ha accettato le offerte provenienti dall’Argentina e si è rimesso a studiare. Il 4-2-3-1 del tecnico castigliano è un modello da seguire e magari imparare. Ma il passato da attaccante non si dimentica. E la stima per Duvan Zapata è quasi automatica. «Entra e riesce a fare gol. Ecco perché mi ci rivedo in quel senso», ha spiegato Sosa dopo il 4-0 rifilato al Trabzonspor e firmato proprio dal vice Higuain. «Quando ha la possibilità di giocare, diventa sempre importante per la squadra. È giovane». E ha una qualità decisiva: coglie sempre l’attimo nell’area avversaria. Anche quando parte dalla panchina.

La Repubblica

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