Zapata show, segna più di Messi il nuovo passepartout di Benitez

Napoli-Sassuolo Zapata esulta 2Non si è arrabbiato nemmeno quando Aurelio De Laurentiis gli ha cambiato il nome sulla maglia, per liberarlo da ingombranti omonimie. «Ti chiamerai Duvan». Il gigante buono ha sorriso e detto signorsì, abituandosi subito all’idea con noncuranza e con la santa pazienza che l’ha sempre contraddistinto, da quando è sbarcato in Italia un anno e mezzo fa. S’era quasi accordato con il Sassuolo — proprio la squadra a cui ha segnato lunedì sera — dove probabilmente sarebbe stato uno Zapata come tanti e non avrebbe dovuto misurarsi con gli onori e gli oneri di una piazza come Napoli: in cui il colombiano è approdato con la qualifica di comprimario scelto. Benitez aveva bisogno di un vice Higuain e ha scelto proprio lui: giovane, promettente e non così costoso, il primo profilo della ristretta lista stilata dal ds Riccardo Bigon e dal settore scouting. Rafa non ebbe più esitazioni, dopo essersi consultato col collega Pellegrino: quei 186 centimetri e 85 chili facevano al caso del club azzurro, pure tenendo conto del buon prezzo (7 milioni) fissato per chiudere l’affare dall’Estudiantes. Neppure Zapata ci pensò un attimo: volle Napoli e il Napoli, scelta di cui non si è pentito nemmeno dopo essere “diventato” Duvan. Gli sono pesati di più i primi 6 mesi di lavoro: una fatica difficile da comprendere, per i giocatori colombiani, che vivono gli allenamenti come un fastidioso intermezzo tra una partita e l’altra. Zapata, in arte Duvan, non ha fatto eccezione: soffrendo e sbuffando per ore sul campo di Castel Volturno, dove Benitez e tutto il suo staff ne stanno sgrezzando le evidenti potenzialità con altrettanta pazienza. Quel numero 91, l’anno di nascita del gigante buono, ha le qualità quasi perdute del bomber classico: finalizzatore e prezioso punto di riferimento nell’area di rigore. Ma ha pure una velocità fuori dal comune, in progressione, per il suo fisico statuario costruito da madre natura, non certo palestrato. Lo stanno scoprendo anche in Europa, dopo gli ultimi gol. Le statistiche dicono che Zapata segna addirittura più di Messi, in proporzione con il tempo giocato: un gol ogni 80,6 minuti, terzo assoluto nei campionati continentali. A gennaio c’era già la fila, alla porta del Napoli. Mezza serie A (Genoa, Samp, Chievo e Torino) e pure tante squadre straniere. Tutte interessate al prestito, perché la valutazione di Duvan al fixing britannico sta schizzando verso i 20 milioni. De Laurentiis e Benitez si sono fatti una risata: non se ne parla neppure. Il colosso di Calì, con le sue potenzialità ancora in parte inesplorate, è il presente e il futuro del Napoli: dove per adesso sta crescendo all’ombra di Higuain. Ma scala posizioni, il colombiano. Pandev è stato salutato a cuor leggero proprio perché c’era lui. A Castel Volturno gli hanno dato tanta fiducia e gli stanno insegnando a essere più cattivo, sul campo. Glielo ripetono ogni giorno. «Usa di più il tuo fisico». Il gigante buono ha famiglia, non s’arrabbia mai: però il messaggio lo sta recependo, come hanno scoperto i malcapitati difensori del Sassuolo. E pazienza se lo speaker del San Paolo ha celebrato il sul gol al grido di “Du-van”: in 46 mila hanno subito risposto “Za-pa-ta”. Contenti tutti.

La Repubblica

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