De Giovanni: «Il silenzio di Rafa è il chiaro segnale di una rottura»

Torino-Napoli BenitezHa preso l’anima di Napoli e l’ha messa in un libro Maurizio De Giovanni, scrittore di successo, fine e arguto opinionista del «Processo del lunedì», soprattutto tifoso del Ciuccio. Il suo personaggio, stavolta, non è il commissario Ricciardi della fortunata serie gialla ma un professore che per studiare il fenomeno del tifo in città, si siede al tavolo del bar gestito da un vecchio amico e ascolta la gente. Lo fa dal lunedì al sabato, nei giorni che precedono l’evento, non a caso il libro si chiama Il resto della settimana (Rizzoli editore, 304 pagine, 17 euro). È un magma incandescente di voci, passioni, colori, chi entra prosegue il discorso fatto di un altro, come se già sapesse cosa è stato detto in precedenza, una febbre che divora tutti, senza distinzione di sesso, condizione sociale, livello culturale, forse perché il calcio oggi è l’unico argomento che può unirci. Imperdibile il capitolo dedicato al talk televisivo (e che li rappresenta tutti), con la bellona di turno che storpia tutti i nomi (la scuola calcio diventa «scuola calcia») omaggiata da un doppio giro di palpeggiamento collettivo al gol del Napoli. C’è anche un figlio che torna dagli Stati Uniti per vedersi col papà morente (e fatto uscire di nascosto dalla clinica) l’ultima partita. E poi – lo avevamo sempre sospettato – fu una strega a dirigere quella incredibile rimonta sul campo della Juventus (da 2-0 a 2-3) del campionato 2009-2010.
CORO Ogni personaggio («Tutti veri, li ho conosciuti a uno a uno») finisce sul taccuino del Professore mentre, col passare dei giorni, cresce la tensione per la prossima partita, si ipotizzano formazioni, si studiano tattiche, si analizzano arbitro e avversari. «Un bar come tanti – rivela lo scrittore – però esiste sul serio, nel cuore della vecchia Napoli, dove palpita la città vera». Un coro narrante che si spegnerà solo in estate, quando la gente correrà verso le spiagge, in attesa  di un altro campionato. C’è da chiedersi cosa, in quel bar, oggi si dica di Benitez. De Giovanni non ha dubbi. «Dopo la partita persa col Torino, è successo qualcosa di speciale, credo il segno di una svolta. Mai silenzio fu così rumoroso come quello del tecnico, che ha risposto a monosillabi, accampato scuse, evitato il dialogo. Avrebbe potuto sottrarsi al confronto, come faceva tante volte Mazzarri, mandando avanti il vice. Invece, col suo atteggiamento, ha voluto mandare un segnale, non è chiaro se alla città o alla società». Messaggio in codice, come quello dello stesso scrittore, capace – in tutto il libro – di non nominare mai -per pura devozione – quel famoso argentino che giocava col 10. Ovviamente, non lo facciamo neppure noi….

La Gazzetta dello Sport

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