Cavani: “Tornare a Napoli? Mi piacerebbe, ne ho parlato in famiglia. Ma solo senza ADL”

Edinson Cavani, Marek Hamsik, Ezequiel Lavezzi

Cavani ha parlato in esclusiva alla trasmissione “Ultimo al Arco” di Radio Sport 890. “104 gol in azzurro, ad un passo dal record di Maradona. Napoli capitolo chiuso? Io ringrazierò sempre con affetto tutte le squadre in cui ho giocato perché mi hanno fatto crescere sia come persona sia come calciatore. Ma a Napoli furono tre anni splendidi, una città che mi diede tutto: nome, crescita, fama nel mondo. Sento molte sensazioni quando si parla di Napoli. Tornarci? Io ne ho parlato con la mia famiglia e mi piacerebbe davvero molto tornarci un giorno, solo quando non ci sarà il presidente attuale però. Tornerei a questa condizione, l’ho sempre detto. Ho sentimenti talmente grandi per quella città che se potessi, tornerei in modo chiaro e deciso senza nemmeno pensarci due volte“. E l’attenzione si sposta inevitabilmente sul rapporto con De Laurentiis: “Nel calcio spesso c’è molta politica, e si perdono alcuni valori propri dello sport, valori umani. Non mi è piaciuto quello che è stato detto quando me ne sono andato ma non ho mai detto nulla per rispetto del club. Ma sono sempre stato chiaro, credo che non sia stata rispettata una persona che ha dato tutto per il club. Soldi della tua cessione anche per rinforzare il Napoli? Napoli mi ha dato tantissimo, ma anche io ho dato qualcosa, il mio massimo. Se succederà, un giorno spero di dare ancora di più. C’è ancora gente che mi vuole bene tra i tifosi è vero, gente legata a me: ma che siano state dette certe cose, è da brutte persone“.
Nel cuore di Cavani soprattutto l’amore dei suoi vecchi tifosi, differente da Parigi: “C’è un amore differente, si. Era più difficile uscire di casa ai tempi di Napoli, bisognava dedicar loro più tempo ma è una particolarità della tifoseria, ognuno se la godeva in modo differente. L’episodio della gioielleria in cui inizialmente non si era accorto della tua presenza e poi ci fu la ressa? Siamo entrati tranquilli alle sette, quando stavano per chiudere i negozi. Abbiamo iniziato a parlare, poi qualcuno si è accorto: fu incredibile, c’erano più di mille persone fuori dalla porta. All’inizio fu strano, c’era gente che fotografava dal tetto, sotto ti pestavano i piedi. E’ un momento personale di carriera differente, a Napoli si vive il calcio in modo differente, ma tutto quello mi ha aiutato a crescere, poi ti restano nel cuore questi momenti bellissimi, non devi compararli con l’attuale di Parigi ma solo vederla come esperienza indimenticabile”.

gianlucadimarzio.com

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