Quando Maradona si prese persino la piazza Rossa

maradona-napoliIeri il calcio italiano ha celebrato l’anniversario dell’ultima partita in A di Diego Maradona (Napoli- Bari, 17 marzo 1991). Di lì a poco il Pibe de oro avrebbe lasciato il nostro Paese inseguito dallo scandalo doping. Pochi mesi prima c’erano state delle avvisaglie: era il 6 novembre 1990 e gli azzurri il giorno dopo avrebbero giocato a Mosca contro lo Spartak il ritorno del secondo turno di coppa Campioni (0-0 all’andata). Sull’aereo che condusse la squadra di Bigon in Russia mancava proprio lui, Maradona. Senza avvertire nessuno, era rimasto a letto coi soliti diplomatici problemi alla schiena. Poi Diego si alzò e raggiunse i compagni con volo privato.
PIAZZA ROSSA Carlo Iuliano, storico addetto stampa del Napoli che non c’è più, raccontava che Moggi chiese a tutti di accoglierlo con freddezza, ma lui non riuscì a trattenersi e gli andò incontro chiedendogli l’ennesimo miracolo. Maradona arrivò a Mosca impellicciato e andò a visitare la città. La piazza Rossa era chiusa: l’indomani ci sarebbe stata una manifestazione politica, ma una guardia riconobbe Maradona e le barriere ed il filo spinato magicamente scomparvero. Diego entrò, da solo, nella piazza Rossa firmando autografi ai militari sovietici. Il giorno dopo entrò in campo troppo tardi (al 63’ al posto di Zola). Nella lotteria dei rigori trasformò il suo con sicurezza. Baroni, invece, se lo fece parare da Cherchesov. Proprio lui, l’attuale tecnico della Dinamo buttò fuori gli azzurri: 25 anni dopo il Napoli vuole vendicare Maradona.

La Gazzetta dello Sport

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