AMARCORD – Il Napoli in Europa contro le tedesche

ferraraQuella del Napoli contro il Wolfsburg nei quarti di finale di Europa League è al momento l’ultima di una serie di sfide che l’hanno visto opposto a club teutonici.

Andando indietro nel tempo, il Napoli affrontò lo Stoccarda nella Coppa delle Fiere 1969-70 (competizione chiamata così perché vi partecipavano squadre le cui città ospitavano fiere industriali) e lo eliminò vincendo 1-0 al San Paolo dopo aver pareggiato 0-0 in Germania.

Si arriva all’edizione 1982-83 della Coppa UEFA, sedicesimi di finale, doppia sconfitta contro il Kaiserslautern, 2-1 in casa, 2-0 in trasferta. Andata in casa, Ramon Diaz punta di diamante dell’attacco azzurro, tra i tedeschi il nazionale Hans-Peter Briegel il vantaggio di Nilsson prima del pareggio di Diaz e del nuovo vantaggio firmato da Thomas Allofs.

C’è parecchio da raccontare sulla edizione 1988-89 della Coppa UEFA e perché il Napoli la vinse e perché giocò per ben tre volte in Germania; la prima avversaria fu il Lokomotive Lipsia, città della Germania Est, la cui squadra giocava nella DDR-Oberliga. Era il Napoli di Maradona e Careca ma determinante fu un difensore, Francini, che firmò il pari al Zentralstadion, 1-1, e quasi una doppietta al San Paolo, di testa l’1-0 e propiziando l’autorete del 2-0 finale. In semifinale un avversario di ben altro spessore, quel Bayern Monaco che aveva impressionato eliminando l’Inter dopo aver perso 0-2 in casa. Qualificazione messa in cassaforte già all’andata, grazie al 2-0 di Careca e Carnevale. L’attaccante di Monte San Biagio attraversava uno splendido periodo di forma ma per il ritorno fu squalificato. Poco male, il Bayern ci mise del suo con un clamoroso liscio di Nachtweih in piena area di rigore, Maradona non fece complimenti e mise al centro per Careca che non ebbe difficoltà a siglare lo 0-1. Il vantaggio durò pochi minuti, 1-1 di Wohlfarth ma quel Napoli aveva nel contropiede un’arma micidiale e fu ancora Maradona a dare a Careca il pallone dell’1-2, ininfluente, poi, il 2-2 di Reuter.

In finale un’altra tedesca, lo Stoccarda e qui non si può non citare di Maurizio Gaudino pittoresco attaccante nato in Germania ma la cui parlata evidenziava oltremodo la provenienza campana dei genitori. Fu proprio lui a portare in vantaggio al 17° lo Stoccarda nella gara di andata al San Paolo: un bolide su una punizione ben fuori dall’area di rigore batté un Giuliani non impeccabile per il primo gol del torneo subito al San Paolo.

Il Napoli sembrò accusare il colpo e per tutto il primo tempo non impensierì gli avversari. Piglio diverso nella ripresa, l’ingresso di Crippa diede una marcia in più, ma il pari arriverà non prima del 67° ed in maniera rocambolesca: Maradona addomesticò un pallone e lo sparò addosso a Schaefer colpendolo ad un braccio, calcio di rigore. Proteste veementi dei tedeschi secondo ni quali Diego si era aggiustato la palla con la mano ma l’arbitro greco Germanakos fu irremovibile e Diego non sbagliò dal dischetto. A pochi minuti dalla fine ancora il duo sudamericano Maradona-Careca, il Pibe mise al centro dal fondo e Careca dopo una finta da distanza ravvicinata siglò il 2-1.

L’edizione successiva della Coppa UEFA vide il Napoli uscire per mano del Werder Brema; impietoso il bilancio 2-3 al San Paolo d un mortificante 5-1 al Westfalenstadion.

Gli anni passano per tutti, quella squadra perse i pezzi ed il club cominciò a scivolare verso una lunga crisi; arrivati agli ottavi UEFA, 1994-95, gli azzurri allenati da Boskov furono eliminati con un doppio 1-0 dall’Eintracht Francoforte e torneranno in Europa solo nel 2008. Nell’era De Laurentiis il Napoli ha affrontato squadre tedesche solo nei gironi di Champion’s League; impresa nel 2011-12 quando il Napoli si qualificò agli ottavi sconfitto, nel girone di ferro, solo dal il Bayern Monaco (3-2 all’Allianz Arena, 1-1 al San Paolo) e due anni nel girone con il Borussia Dortmund che perse 2-1 al San Paolo (Higuaìn, Insigne e autogol di Zuniga) in una delle migliori partite recenti ma che si impose 3-1 al Westfalenstadion. A quel Napoli non bastarono i dodici punti del girone e, per differenza reti, si vide retrocesso in Europa League.

Il Napoli ha il motore ingolfato; se ai bei tempi lasciava dietro BMW e Mercedes (Bayern e Stoccarda) oggi sarebbe triste farsi superare da una Volkswagen!

Antonio Gagliardi

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