Higuain-Hamsik: spettacolo! Il Napoli sbrana il Wolfsburg

Wolfsburg-Napoli Hamsik-MertensUn due tre quattro passi nel delirio azzurro e nella semifinale di questa Europa League che regalerà un posto nella prossima Champions al vincitore (ma sì, tocchiamo pure i cuornicielli). Ma anche quattro splendide candeline sulla torta di compleanno di Rafa Benitez (55). Le spengono per lui Gonzalo Higuain e Marek Hamsik, campioni rifioriti dopo un periodo opaco, giusto in coincidenza con la notte di coppa e non può essere un caso: il sangue (blu) ribolle di più nelle serate di gala. E siccome soffia sul babà il rinato (dall’infortunio) Insigne, che confeziona l’assist del poker firmato Gabbiadini, si può ben dire che la Volkswagen Arena ha visto sfrecciare una Ferrari tinta di blu. E chi se la scorda più una notte così? Persino il severissimo papà De Laurentiis potrà dire che questa impresa titanica è nata dalla sua decisione di rinchiudere tutti in castigo: chi potrà mai smentirlo? E, soprattutto, chi gliene potrà mai fare una colpa: sette gol in quattro giorni, ragazzi che ne dite se si prolunga il castigo sine die?… E’ un trionfo che nasce dalla superiorità dei partenopei, questo va chiarito immediatamente. Qui dove l’Inter il mese scorso ne aveva presi tre, il Napoli gioca la partita perfetta magari prendendo proprio spunto dagli errori della banda Mancini. Che comunque aveva evidenziato la fragilità dell’organizzazione difensiva dei biancoverdi di casa. L’Inter sbagliò le sue occasioni, Higuain e Hamsik hanno invece colpito duro e subito. Approfittando delle leggerezze altrui, oltre che sfruttando le proprie qualità.
PRESUNZIONE Il successo sui nerazzurri deve aver fatto male a herr Dieter Hecking. Il tecnico locale vara una formazione che più sbilanciata non si può risolvendo il dubbio della vigilia (Schurrle, Caligiuri e Vieirinha per due posti) in modo assolutamente imprevedibile: dentro tutti e tre contemporaneamente. E siccome centralmente De Bruyne è al suo solito posto dietro Dost ecco che Vieirinha deve arretrare sulla linea difensiva. Il portoghese in passato aveva fatto qualche volta questo lavoro sporco ma è come se don Rafé mettesse Insigne al posto di Maggio, paragone che regge anche sotto il profilo squisitamente fisico. Sul piano tattico è una forzatura eccessiva o meglio ancora un peccato di presunzione. Che viene pagato in fretta a carissimo prezzo: Vieirinha lascia a Mertens spazio e tempo per confezionare l’assist della rete rompighiaccio.
DIFFERENZE Evidentemente il tecnico di casa confidava in una partenza sparata in grado di travolgere soprattutto gli esterni offensivi del Napoli e in particolare Mertens: una pia illusione, il Wolfsburg ottiene solo calci d’angolo. Dove il Napoli riesce a fare la differenza è nella verticale di centro. Innanzitutto perché Albiol e Britos chiudono le strade che portano a Dost e De Bruyne. E poi perché Higuain capisce ben presto di doversi sacrificare nei rientri in maniera da offrirsi come prezioso punto di riferimento per Inler, Lopez e Hamsik impegnati nelle azioni di alleggerimento. Il Napoli colpisce senza preavviso, alla prima azione in verticale. Mertens viene azionato sulla sua fascia di competenza ed è bravo ad alzare subito la testa accorgendosi del buco lasciato centralmente da Naldo e Knoche, spazio nel quale Higuain si infila rapidamente conoscendo quanto sia abile il compagno in questi incroci dalla fascia. Ecco che la palla gli spiove addosso puntuale, l’argentino la controlla alla… Maradona e supera di esterno destro Benaglio.
CHE BEI FILM Fulmineo pure il raddoppio, ispirato proprio da un ripiegamento a centrocampo di Higuain: la sua verticalizzazione rasoterra è dettata dallo scatto in avanti di Hamsik e dal solito corridoio lasciato senza controllo dai due stopper tedeschi. Anche Marek segna di classe. Due tiri, due gol. E’ come se don Aurelio avesse prodotto un film sulle incursioni dei Navy Seals. Di certo nella foresta sassone si sono ridestati i due belli addormentati. E questo potrebbe essere un film di (ri) animazione. La ripresa diventa la marcia dell’Aida quando Callejon, sfruttando un disimpegno strampalato, mette Hamsik davanti alla porta per un tocco elementare. Higuain si vede parare il bis personale, pure Gabbiadini, che insacca di testa il pallonetto vincente di Insigne, potrebbe farne un altro (traversa), i tedeschi ottengono solo il gol della bandiera. Fra sette giorni il San Paolo celebrerà a dovere i suoi eroi. Qui in tribuna i tifosi si sono riempiti di pizzicotti: no, non è stato un sogno.

La Gazzetta dello Sport

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