Valdifiori e il futuro: «Napoli? Se chiama per me è un onore»

Mertens-Valdifiori_DMF_6462 Napoli-Empoli 7/12/2014 foto De MartinoL’azzurro nel destino. Dall’Empoli alla Nazionale per finire, forse, al Napoli. Mirko Valdifiori compie oggi 29 anni, l’età della maturità. Ieri sera l’uomo nuovo del calcio italiano si è confessato a Senza Appello su GazzettaTv (canale 59). Sognava di fare il vigile («Era uno dei mestieri che mi sarebbe piaciuto fare da bambino»), adesso dirige l’orchestra di Sarri che tanto bene sta facendo in campionato. La sua prima stagione in Serie A è stata sorprendente: «Non so se in Italia mancano i campioni — ha detto Valdifiori —, per me è tutto nuovo. Ho incontrato calciatori che prima vedevo soltanto in televisione, come Tevez che è un vero trascinatore, e sono felice di aver fatto bella figura in stadi importanti come San Siro».
FUTURO E NAZIONALE Uno come lui farebbe decisamente comodo al Milan (ma anche alla Fiorentina, come ha detto Fabio Galante, attuale d.s. del Chiasso, nel salotto di GazzettaTv insieme a Carlo Freccero). Il club rossonero ha fatto più di un pensierino a Valdifiori, che è soprattutto un pupillo del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis. «Non sono in grado di fare percentuali sul mio futuro, vorrei coronare prima questa straordinaria stagione con la salvezza dell’Empoli. Il Napoli ha battuto il Cagliari e ci ha fatto un piacere — ha scherzato Valdifiori —. Dovesse arrivare una chiamata dal club azzurro ne sarei orgoglioso, per me sarebbe un onore. Tuttavia, non chiedetemi di scegliere tra Napoli e Milan». Un regista come Valdifiori è merce rara in Italia, non a caso Antonio Conte lo ha voluto in Nazionale. L’esordio contro l’Inghilterra è stato da brividi, la prestazione di Mirko decisamente all’altezza della situazione: «L’inno è un’emozione straordinaria, ascoltarlo ti fa sentire il senso di appartenenza alla Nazione. In quel momento, ho alzato gli occhi e in tribuna ho visto i miei famigliari. Per me rimane un momento indimenticabile».
IDOLO Non resterà, invece, un episodio isolato. Valdifiori ambisce legittimamente al prossimo Europeo. Da giocare, magari, al fianco di Pirlo: «Andrea è da sempre il mio idolo, rende facili le giocate più difficili e continua a lasciarmi a bocca aperta per il suo talento e la capacità di fare ancora la differenza». Chissà se i due potranno coesistere. Di sicuro, a Valdifiori piace stare sempre nel cuore della manovra. Lo fa anche quando si diverte in spiaggia o al parco con gli amici: «In mezzo al campo devi assumerti molte responsabilità e fare giocate anche rischiose per mandare in porta gli attaccanti». Tra i segreti della crescita di Valdifiori c’è ovviamente il tecnico dell’Empoli, Maurizio Sarri: «Mi fa stare sempre al centro del gioco e questa è una fortuna. Secondo me, saprebbe farsi rispettare in qualsiasi spogliatoio. E’ pronto per una grande». Proprio come Valdifiori.

La Gazzetta dello Sport

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