Il gol è una liberazione. Hamsik cancella Empoli e lancia la sfida al Dnipro

Hamsik_DMF_7321 Napoli-Milan 3/5/2015 foto De MartinoMeno quattro dal terzo posto, 200 gol segnati nell’era Benitez, e Marek Hamsik che arriva a 14 e supera il suo record (13 reti totali) della stagione 2010-11: prevalgono i numeri nella notte del San Paolo. Positivi, sicuramente, per il Napoli che ha faticato non poco per mettere alle corde il Milan. Cifre significative, che raccontano momenti esaltanti, come la rete di Hamsik che ha sbloccato la partita. Persino la sua esultanza è stata particolare, s’è sfilato la maglietta ed è corso sotto la tribuna, a prendersi l’applauso della gente. E poco importa se Mazzoleni gli ha mostrato il cartellino giallo: quel gol è stato una liberazione per se stesso e per i compagni che, fino a quel momento, avevano patito il catenaccio disposto da Inzaghi per far fronte all’inferiorità numerica, determinata dall’espulsione di De Sciglio dopo appena 49 secondi di gioco.
CONCRETEZZA Sul piano della manovra, il Napoli è stato brillante solo quando ha sbloccato la gara. Lo stesso Hamsik, fino a quel momento, non aveva combinato granché, ma ha saputo essere determinante nel momento di maggiore difficoltà per la squadra che non riusciva a trovare gli spazi per tentare la conclusione. Il gol del centrocampista slovacco ha rappresentato la concretezza, quel momento necessario, per respingere le eventuali critiche che sarebbero arrivate se la partita fosse finita in parità.
PIU’ INTENSITÀ È quanto ha chiesto Rafa Benitez ai suoi uomini migliori. E tra questi c’è anche Marek Hamsik che nelle ultime settimane ha evidenziato segnali di ripresa, salvo poi perdersi, insieme a tutti i compagni, nella notte di Empoli. Quel diagonale di destro ha cancellato di colpo le ansie e le preoccupazioni, ha permesso al Napoli di recuperare un altro punto sulla Lazio e sul terzo posto. E ora il capitano è atteso da un’altra notte importante: giovedì si giocherà l’andata della semifinale di Europa League contro il Dnipro. Un momento di storia vera, perché il San Paolo lo rivivrà dopo 26 anni, tanti quanti ne sono trascorsi dalla vittoria della Coppa Uefa nel maggio 1989, nel doppio confronto in finale con lo Stoccarda.
DAL MILAN Ed è allo zoccolo duro dello spogliatoio che Benitez s’è affidato per compiere l’impresa. A Higuain, Callejon, Mertens, Albiol e Hamsik ha chiesto quel qualcosa in più che possono garantire con il loro talento. Si ricomincerà dalla vittoria sul Milan, dunque, per trovare le energie necessarie per affrontare l’impegno europeo con uno spirito diverso. Intanto, continua il silenzio stampa, adottato dal club soltanto per scaramanzia anche se la sconfitta di Empoli ha dimostrato quanto sia pretestuoso questo provvedimento.

La Gazzetta dello Sport

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