Uefa Respect Fair Play, premiati i barbari olandesi…

barcaccia vandali olandesi feyenordLa chiamano Respect Fair Play. E’ la classifica dell’Uefa che premia con un posto in più nelle coppe le nazioni che sono comportate meglio. La classifica compilata in base a quanto è accaduto tra il 1° maggio 2014 e il 30 aprile 2015 premia l’Olanda. Sì avete capito bene. L’Olanda che con i tifosi del Feyenoord ha distrutto la Barcaccia e messo a ferro e fuoco Roma per un intero pomeriggio. Venerdì 20 febbraio la Gazzetta dello Sport in prima pagina aveva un titolone che diceva semplicemente “I barbari”. Non servivano altre parole per spiegare quello che era capitato a Roma in quel maledetto pomeriggio di febbraio in cui i barbari olandesi avevano trasformato Piazza di Spagna in un campo di battaglia lasciandosi dietro un conto di più di un milione di euro di danni da pagare… Neppure tre mesi dopo dall’Uefa arriva la bella notizia del premio per l’Olanda. Una vergogna. Se possibile ancora peggiore di quella combinata dagli hooligans olandesi quel giorno. Ma come è possibile che a nessuno dei geni che frequentano l’Uefa sia venuto in mente che quest’anno proprio non si poteva premiare l’Olanda? Che qualcosa in quella classifica non funzionava? La valutazione sul fair play viene stilata a Nyon in base a determinati criteri: gioco leale, rispetto per gli avversari, rispetto per l’arbitro, comportamento dei tifosi e dei funzionari dei club, ammonizioni ed espulsioni. E’ una valutazione strettamente matematica che prende in considerazione le 110 partite delle squadre olandesi giocate nel periodo sotto esame. Mettiamo pure che nelle altre 109 occasioni gli olandesi si siano travestiti da angioletti, che i loro giocatori non abbiano preso ammonizioni e non si siano mai lamentati degli arbitri, ma resta assurdo che i fattacci di Roma non abbiamo cancellato tutto il resto. Non si può premiare una nazione per il fair play dopo quello che i suoi tifosi hanno combinato a Roma. E’ vergognoso. L’Uefa sostiene che quanto successo in Piazza di Spagna sia un atto vandalico indipendente dalla partita di calcio, che gli incidenti fuori dagli stadi non entrano in quella classifica. Andiamo avanti così, nascondiamo la testa sotto la sabbia, premiamo pure i vandali. Ma se poi un giorno la gente si stuferà del calcio non sorprendiamoci.

La Gazzetta dello Sport

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