Higuain: «Dimostriamo di essere squadra da Champions»

Higuain_DMF_7379 Napoli-Milan 3/5/2015 foto De MartinoQuattro giorni dopo il miracoloso Mirante di Parma, c’è un altro portiere «irriducibile» sulla strada del Pipita. Si chiama Denis Boyko, ucraino purosangue, 27 anni: all’andata fu il migliore in campo respingendo di piede e infine con un plastico volo all’indietro i quattro tentativi di Higuain per blindare il prezioso 1-0 ottenuto di testa da David Lopez. Qui va assolutamente superato, di stinco, di coscia, di… beh, un colpo di fortuna ci starebbe, visto il disastro combinato a Napoli da quel guardalinee norvegese. Anche se nel calcio quando non riesci a concretizzare tante occasioni capita spesso la fregatura. «Eh, sì, speriamo di avere qui la buona sorte che ci è mancata al San Paolo», filosofeggia il centravanti argentino che liquida in un amen il clamoroso litigio di domenica, rievocato, udite udite, dalla prima domanda dei cronisti locali… Ormai il mondo è davvero un paesone. «Sono cose che succedono in campo e preferisco parlare della partita, di questa semifinale sulla quale sono totalmente concentrato: si tratta di una gara fondamentale per tutti noi». Quindi non conferma i messaggi distensivi con Mirante, non commenta nemmeno la mano tesagli a mezzo stampa dal portiere emiliano («Paghiamo a metà la multa»). Un dribbling a superare gli imbarazzi.
CONCENTRATO Sul resto, Higuain concede poche ma studiate riflessioni: «La voglia di vincere avrà un peso fondamentale. Dobbiamo dimostrare in campo di volere la finale, abbiamo le qualità per farlo». Questo significa: siamo i più forti, ergo si deve battere un Dnipro che all’andata giocò con nove uomini dietro la linea della palla pensando unicamente a finire la gara col passivo meno pesante possibile. Quell’1-1 che adesso avvantaggia gli ucraini grida vendetta. Ma se il Napoli non dovesse entrare in Champions, il Pipita rifletterebbe a fondo sul suo futuro azzurro? Domanda lecita, risposta tranciante: «Penso unicamente al presente e il presente è questa sfida qui a Kiev. Poi c’è il campionato, mancano tre partite… Per noi è importante dimostrare che il Napoli merita di giocare la prossima Champions».
ALL’ATTACCO In caso di necessità, magari nella ripresa, ci potrebbe essere Gabbiadini alle sue spalle, con Hamsik al posto di Jorginho: una modo pratico di dire agli avversari «vogliamo vincere». Ma sono argomenti dai quali il centravanti si tiene lontano. «Deve essere la notte di tutti: se giochiamo sempre con la voglia di vincere possiamo andare avanti. Però dobbiamo fare i fatti e non le chiacchiere». E lui, a quota sette gol, ci tiene a finire da capocannoniere? Gliene mancherebbero due. «Riusciamo a costruire molte palle gol, se in tante partite il miglior avversario è il portiere vuol dire che il gioco è valido. Nel calcio però un attaccante ha bisogno pure della buona sorte».

La Gazzetta dello Sport

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