OBIETTIVO NAPOLI – Sofferenza inattesa contro il Cesena

Napoli-Udinese Mertens esultaDopo le clamorose delusioni nelle gare contro il Parma e il Dnipro, il Napoli era chiamato contro il Cesena a dare una rapida risposta sul campo, per riconquistare la fiducia dei tifosi e tenere viva la possibilità di guadagnarsi un posto in Champions nelle ultime giornate.
Anche contro gli ormai già retrocessi uomini di Di Carlo, però, gli azzurri hanno faticato più del previsto per portare a casa un risultato che, sulla carta, sembrava scontato, riuscendo solo nella ripresa a far propria la gara dopo un primo tempo di grande sofferenza.
Per gran parte del match, e soprattutto nei primi 45 minuti, l’atteggiamento del Napoli è stato molto altalenante. Gli azzurri non sono riusciti ad imprimere una costante aggressività alle loro giocate e si sono concessi delle ampie pause che hanno consentito al Cesena di rimanere in partita e farsi spesso pericoloso.
L’approccio alla partita degli azzurri è sembrato alquanto agevole, con gli avversari che lasciavano all’undici di Benitez un possesso palla alquanto tranquillo, senza opporre grande pressione. Questo stesso atteggiamento iniziale ha probabilmente fatto calare l’attenzione del Napoli che, dopo un buon inizio, ha diminuito eccessivamente il proprio ritmo e la propria aggressività, permettendo al Cesena di emergere e trovare addirittura la rete del vantaggio. Sotto di un gol, la formazione partenopea si è trovata costretta ad imprimere un’accelerata alla sua gara. Trascinati da un ottimo Mertens, gli azzurri sono riusciti a trovare l’uno-due necessario a ribaltare il risultato ed altre buone iniziative, orchestrate sempre sul lato mancino, dove il belga insieme a Ghoulam davano vita a praticamente tutte le azioni pericolose della squadra.
Anche a vantaggio acquisito, però, il Napoli non è riuscito a chiudere la gara, cadendo di nuovo nell’errore di abbassare il proprio ritmo di gioco e consentendo al Cesena, per la seconda volta, di rientrare in corsa e trovare anche il gol del pareggio a fine primo tempo.
Dopo una prima frazione di gara tanto altalenante, il Napoli nella ripresa è riuscito fortunatamente a cambiare registro, mettendo in campo una nuova determinazione ed una maggiore varietà nelle giocate offensive. Nel secondo tempo, infatti, la squadra di Benitez è stata maggiormente abile a sviluppare il proprio gioco su più fronti. Quello mancino è stato sempre quello prediletto da cui far partire le azioni d’attacco, anche per le caratteristiche degli interpreti, ma in questa seconda fase pure la corsia destra è stata chiamato spesso in causa, con qualche buona sovrapposizione tra Callejòn e Mesto e più continui cambi di gioco a creare ampiezza e rendere meno prevedibile la manovra. Anche dopo la rete del definitivo 3-2 di Mertens il Napoli ha cercato di continuare a costruire palle gol, ma in varie circostanze è venuta a mancare l’adeguata freddezza e soprattutto il necessario killer instinct. Questo ha permesso al Cesena di sfiorare l’ulteriore e clamoroso pareggio in un paio di circostanze, a dimostrazione di come l’affidabilità difensiva rimanga ancora un miraggio per la formazione di Benitez.
Questa vittoria consente dunque al Napoli di rimanere attaccato al treno Champions, confermando pregi e difetti della squadra di Benitez. L’attacco continua a confermarsi uno dei migliori in assoluto della Serie A, per qualità e quantità delle alternative a disposizione del tecnico. A centrocampo e difesa permangono d’altra parte evidenti lacune. Anche contro il Cesena, infatti, il reparto mediano ha faticato a prendere possesso delle chiavi del gioco, costringendo frequentemente la retroguardia a saltare di fatto il centrocampo per appoggiarsi direttamente ai giocatori d’attacco. La difesa, da parte sua, continua a prendere troppi gol da avversari di livello infimo. Dopo aver fatto gioire nelle ultime settimane Parma e Dnipro, per poco non si è riusciti nell’impresa di consentire il colpaccio anche al Cesena. Una squadra con grandi ambizioni non può concedersi una tale inaffidabilità difensiva e se Benitez, ormai in due anni, non è riuscito ad infondere una maggiore solidità alla sua squadra, non potrà esimersi da un esame di coscienza a fine stagione.

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