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Rabbia tifosi, diversi gli striscioni contro De Laurentiis

De Laurentiis_DMF_1566 Conferenza stampa De Laurentiis-Benitez 28/5/2015 foto De MartinoAperta contestazione al San Paolo. L’esposizione degli striscioni da parte delle due Curve è iniziata quando Rocchi non aveva ancora mandato tutti sotto la doccia. Un obiettivo su tutti: De Laurentiis, che prima è stato invitato elegantemente a tirare fuori i milioni, poi in maniera più diretta e irriferibile a farsi da parte. Eppure il festival delle scritte azzurre su lenzuoli bianchi era iniziato con un omaggio tanto doveroso quanto sentito al «Petisso» Pesaola, una vita per il Napoli, scomparso venerdì scorso. Un assaggio a metà primo tempo, quando la squadra non sfondava e la Lazio prendeva coraggio:«ADL, chi è causa del suo male pianga se stesso. Non cercare pretesti, comunque vada hai fallito lo stesso». Sibillino quello indirizzato alla squadra: «Nessun rancore con Napoli nel cuore» a voler giustificare lo sciopero del tifo andato in onda contro il Cesena. Divertente quello che aveva come destinatario Rafa Benitez: «Il tuo unico rimpianto: la mozzarella di bufala». Sbagliato il rigore e beccato il terzo gol, la terra è venuta meno sotto i piedi. E allora mentre la Lazio dilagava facendo a fette la difesa di burro, la gente delle curve ha vomitato insulti e ironia contro don Aurelio. «Ciak, motore, azione: ogni estate il solito copione. Buffone». E se il messaggio non fosse stato chiaro, eccone altri due dello stesso tono: «Per una volta sii serio. Game over». E ancora: «Dopo il Re Leone per la prossima presentazione ecco Masha e l’Orso». Impassibile in tribuna, il patron aveva una faccia che era tutto un programma. Con un occhio vedeva i suoi giocatori squagliarsi a causa delle proprie nefandezze calcistiche, con l’altro gettava un’occhiataccia alle curve, cori e striscioni non gli sono sfuggiti. Ha masticato amaro senza tradire particolari espressioni ma il suo volto diceva più di mille parole.

Il Mattino

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