Gli ultrà a De Laurentiis: «Più fatti, meno parole»

NAPOLI-INTER-DELAURENTIIS-FOTOCUOMO-1Il malumore della gente s’era già percepito nei giorni scorsi, quando in città comparvero alcuni striscioni, offensivi, contro Aurelio De Laurentiis. Ieri mattina, la contestazione s’è allargata, in ogni quartiere sono stati esposti centinaia di manifesti, coi quali la curva A ha chiesto chiarimenti al presidente sul programma per la prossima stagione. «Sig. ADL, le parole non i fatti… Parli meno e sia più chiaro», si legge nelle prime righe. «Gli ultras pretendono una società composta da gente competente e che ha fame di vittoria!». Un messaggio trasparente, che racchiude l’amarezza dei tifosi per tutto quanto avvenuto sul finire della stagione (eliminazione dall’Europa League e quinto posto in campionato) e il disagio per un progetto tecnico del tutto nuovo, dopo il fallimento di quello precedente, legato alla gestione di Rafa Benitez. Nuovo, ma anche ridimensionato, perché è abbastanza chiaro che non ci sarà continuità. La trattativa con Emery, il tecnico del Siviglia, aveva lasciato intendere tutt’altro, in ogni modo: sarebbe stato lui la garanzia per l’ambiente sulla qualità del programma. Il suo no, invece, ha spiazzato De Laurentiis che, in poche ore, ha dovuto rivedere le proprie scelte, indirizzandole su Maurizio Sarri, l’allenatore dell’Empoli.
POCA QUALITA’? La maggior parte dei tifosi ha inteso il suo ingaggio come un ridimensionamento delle ambizioni, c’è la convinzione che il presidente investirà molto poco sul mercato e che non arriveranno i rinforzi di qualità per restare competitivi. «Faccia il proprio dovere, e lo faccia bene. Noi, come sempre, faremo il nostro», hanno scritto quelli della curva A sul manifesto apparso in città. Parole non casuali, che condensano un concetto importante: senza una squadra adeguata, i tifosi diserteranno il San Paolo. In pratica, gli contestano il passaggio dall’internazionalizzazione del prodotto Napoli alla sana provincia, con la scelta di Sarri.

La Gazzetta dello Sport

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