VIDEO – Sarri: “Vi racconto la trattativa con ADL” E aggiunge: ” Se la società è vicina all’allenatore, allora potrà fare bene”

Sarri_DMF_6586 Napoli-Empoli 7/12/2014 foto De Martino

Ospite al Perlamora Festival, il nuovo tecnico del Napoli ha parlato del suo rapporto con il calcio: da quando lasciò l’impiego in banca, venti anni fa, fino alla panchina di una delle squadre più forti d’Italia. Tra qualche battuta e molta modestia: “Quest’anno andava di moda il mio nome, il calcio è così: ma si fa presto anche a passare di moda”

“Fumo ancora come prima, e scenderò in campo in tuta. Non sono cambiato in queste cose, rispetto a quando allenavo il Faella. Semmai ho un po’ di pazienza in più, ma quella penso sia una questione d’età”. 

“Ma parlare di carriera, di salto di qualità, a me sinceramente non importa. Io volevo fare della mia passione un lavoro: mi sono innamorato del mestiere dell’allenatore grazie a Sacchi, e questo tra l’altro glielo ho anche detto qualche giorno fa, quando l’ho finalmente conosciuto di persona. La cosa bella è che lui mi ha risposto che se dovesse scegliere un suo ‘erede’, sarei io. Mi ha fatto molto piacere. Detto questo, però, la mia vittoria non è stata arrivare a Napoli: io avevo vinto molti anni prima, quando ho potuto fare l’allenatore per vivere”.

Ed è con le parole di Sacchi che risponde a chi gli domanda come farà a rapportarsi con calciatori che guadagnano milioni, mentre lui da giocatore era piuttosto scarso:“Non è che per fare il fantino devi prima aver fatto il cavallo”.
“Non mi monto la testa, quest’anno andava di moda il nome di Sarri, tutti venivano a Empoli a vedere gli allenamenti, come lavoravamo. In questo mondo però si fa anche presto a passare di moda. Io cercherò di lavorare al meglio, non so se il mio metodo sarà adatto a Napoli: lo vedremo”.

Qualche parola sul ruolo della società, e di un presidente come De Laurentiis: “Una personalità fortissima, quella settimana di contrattazione prima della firma è stata snervante. Per me ma anche per lui, penso. Credo che una società possa fare la differenza nel lavoro di un tecnico: l’ho sperimentato in tutte le mie precedenti panchine. Se è a fianco dell’allenatore, allora si può lavorare bene e molto. Altrimenti diventa impossibile”.

Sarri parla anche di Empoli, degli anni di lavoro, di una società in cui ha lasciato un pezzo di sé. Per i prossimi dieci anni, sono sicuro che alla fine di ogni partita chiederò che ha fatto l’Empoli. Per me è stato difficilissimo lasciare. Lì abbiamo creato un gruppo, cresciuto alcuni giovani promettenti, lavorato per raggiungere traguardi prima impensabili. Empoli è un posto in cui la società e i tifosi sanno aspettare, e per questo ci siamo riusciti. So già che Napoli sarà diversa, da questo punto di vista”.

 


fonte: valdarnopost.it

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