La svolta di Sarri, l’ex provinciale che ha oscurato anche Benitez

Sarri_DMF_8773 Napoli-Juventus 26/9/2015 foto De MartinoLa strada resta ancora lunga, tortuosa e impervia: ma la prima parte della missione di Maurizio Sarri si può dire compiuta, con promettenti segnali di crescita e addirittura in anticipo rispetto ai pronostici estivi. «Questo è un risultato che fa contenta l’intera città: sentire l’affetto dei nostri tifosi vale più dei tre punti aggiunti alla classifica», ha tirato le somme l’allenatore del Napoli, cogliendo il vero significato della vittoria contro la Juve. I gol di Insigne e Higuain hanno spazzato via lo scetticismo dell’ambiente nei confronti del nuovo corso: iniziato a fari spenti dopo il polemico addio di Benitez e alimentati dalla partenza a handicap degli azzurri in campionato, che aveva rafforzato i timori di un ridimensionamento e creato intorno alla squadra un clima di malinconico distacco. Si spiega pure così il senso liberatorio della festa del San Paolo, con tutti i giocatori trascinati per mano da Pepe Reina sotto la curva, al 90’. È stata la fine di un incubo. Ci voleva un’impresa per chiudere i conti con il passato e ripartire. «La gioia della gente è stata la cosa più bella», ha scritto su twitter il portiere spagnolo, godendosi la svolta. Ma il più soddisfatto era Sarri, consapevole di essersi scrollato di dosso la scomoda etichetta di tecnico sotto esame. Aurelio De Laurentiis, pur difendendolo con onestà e coerenza, gli aveva messo sulla testa la spada di Damocle di una scadenza. «Diamogli tempo: è presto per dare giudizi, servono almeno sei o sette gare per valutare il lavoro del nuovo allenatore». La sosta di inizio ottobre, dopo le prossime trasferte di giovedì a Varsavia in Europa League e domenica a San Siro contro il Milan, incombeva sulla panchina come una minacciosa ora ics: collocata proprio al momento giusto per tirare le somme sulla salute del Napoli ed eventualmente correre ai ripari. Dopo il successo con la Juve, invece, non ci sarà bisogno di altre verifiche. Il nuovo corso è decollato. Sarri ha conquistato anche i tifosi, che ne stanno apprezzando serietà e impegno sul lavoro: due qualità che i giocatori riconoscevano già al loro tecnico, fin dai giorni del ritiro estivo. Il feeling tra panchina e squadra è il segreto principale della svolta, maturata anche attraverso il dialogo con lo spogliatoio e la scelta condivisa da tutti di cambiare il modulo tattico. Mancava all’appello solo la folla del San Paolo, ritrovata con la festa di sabato notte. «Siamo molto felici di aver vinto ed è stato meraviglioso celebrare la conquista dei tre punti con il nostro pubblico—ha scritto Marek Hamsik sul suo sito internet — Stiamo ancora migliorando e tutto ciò è straordinario. Il nostro gruppo è di alta qualità, abbiamo i mezzi per ottenere degli eccellenti risultati in ogni competizione. Sognare in campionato non è proibito. Adesso la Juventus è alle nostre spalle, ma è sull’Inter che dobbiamo fare la nostra corsa». Tutti uniti, il Napoli è fuori dal tunnel.

La Repubblica

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