Serie A, ecco la grande ammucchiata

L’equilibrio, in questi casi, è una gran benedizione: autorizza tutti a mantenere vivi sogni, speranze e ambizioni a prescindere dal fatto che si giochi bene o male a pallone. Classifica cortissima dall’alto in basso, ma soprattutto lassù in cima. In cinque, tutte assieme (ma non appassionatamente) nello spazio di soli due punti. Per capire quanto sia strano, basti pensare che nell’era dei tre punti non era mai successa una roba del genere. Bisogna tornare addirittura al 1993-94, campionato con due punti a vittoria, quando alla 9ª giornata il Parma e il Milan guidavano a 14 punti, seguiti da Sampdoria e Juventus a 13 e dall’Inter a 12. Alla fine vinse il Milan e la classifica si sgranò inevitabilmente. E’ ovvio che, al di là dei ricorsi storici, il grande tema che porta con sè questa situazione riguarda l’interrogativo circa l’aumento o l’abbassamento del livello qualitativo del nostro campionato. Domanda insidiosissima, perché mancano punti di riferimento assoluti in un argomento scivoloso come è il calcio. Di sicuro la crisi della Juventus, la squadra che ha dominato negli ultimi quattro anni, ha lasciato spiragli alle outsider. Ma, nonostante questo, negli scorsi 5 campionati il punteggio della capolista è sempre stato più alto di quanto lo sia ora. A eccezione del 2011/12 quando la Juventus aveva 19 punti dopo la decima giornata, omologa alla nona attuale perché la prima slittò causa sciopero proclamato dall’Aic. Già questo dato, insomma, dovrebbe condurre a conclusioni negative: pur senza il competitor più forte tra i piedi, nessuna delle altre squadre è riuscita a svettare sulle rivali. Ma, anche in questo caso, qualcuno può sostenere l’opposto: ovvero che nessuno si stacca perché la concorrenza è agguerrita. Allora può venire in aiuto il confronto con l’estero. Quello che racconta di come la squadra capolista in Serie A, la Roma, sia in gravissima difficoltà nel proprio girone di Champions League. Oppure della Lazio che ha bucato i preliminari di Champions. O, ancora, della Fiorentina che ha perso entrambe le sfide interne di Europa League contro Basilea e Lech Poznan. Si salva il Napoli mentre l’Inter le Coppe non le disputa. Poi, certo, c’è chi ha il legittimo interesse ad esaltare il prodotto: «Questo campionato livellato mi piace moltissimo – ha affermato ieri il presidente della Figc, Carlo Tavecchio – Ma quando mai si sono viste cinque squadre al secondo posto? Vi state divertendo un po’ tutti. Le grandi squadre torneranno nelle prime posizioni: anche la Juventus e il Milan, non ho dubbi». Così Marcello Nicchi, presidente Aia, secondo cui «L’equilibrio porta le squadre a giocare di più». Ma, anche qui, il raffronto con i dati di tempo effettivo degli altri campionati europei dicono il contrario…

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