Lazio-Palermo 1-1, ma il pari sta stretto ai rosanero

ROMA – Dov’è finita la Lazio delle meraviglie? A pochi istanti dal traguardo, il volto di Pioli è tutto in programma. Il tecnico si passa la mano sui capelli dopo che Kishna getta al vento la sola palla gol nitida vista in tutto il match. Di testa, da solo, fuori. Emblematico. Emblematico di una squadra che ha perso smalto e che sembra rannicchiata su sé stessa. Lenta, macchinosa la manovra, anche quando un buon Palermo regala ai capitolini il rigore del pareggio. Il male oscuro continua, anche se la striscia negativa di tre ko, faticosamente, si interrompe.  Il Palermo, invece: alla fine l’1 a 1 gli sta stretto ma – come dice il proverbio – la squadra rosanero è causa del suo male. E quindi pianga su sé stesso. Ballardini ha il merito di rivitalizzare Lazaar e Chochev, di ripresentare Jajalo, di dare fiducia a Brugman, oggetto misterioso con Iachini. E di lanciare titolare, per la prima volta in A, il centrale Goldaniga che lo ripaga con una prova ineccepibile – vicino al professor Gonzalez – ma anche segnando un gol dal peso specifico altissimo. Ben messo in campo, tenendo sui lati (là dove la Lazio di solito si fa valere), annullando la regia di Biglia proprio con il redivivo Brugman, i rosanero (oggi in grigio con profilo giallo), ripartono creando non pochi grattacapi a Marchetti. Gilardino cresce di domenica in domenica, Vazquez è il solito delizioso ispiratore, ma il problema resta proprio “là, davanti”.   

Primo tempo con una Lazio molto svogliata, ma anche per merito del lavoro preparato da Ballardini. Per esempio la mossa Brugman che agisce in marcatura stretta su Biglia, costringe i capitolini a rinunciare di fatto al loro iniziatore di gioco. E siccome sui lati sia Struna su Keita, sia Lazaar su Anderson, ma anche Chochev e Hiljemark su Basta e Lulic, reggono bene anzi vincono il duello diretto, ecco che il Palermo può amministrare senza sofferenze il suo controllo difensivo sul match. Stupisce in particolare la ritrovata personalità sul lato destro di Lazaar e Chochev due che nella prima parte del torneo, e con Iachini, parevano le brutte copie dei due giovani rivelazione della squadra di un anno fa. Disinnescata la Lazio, il Palermo ci prova pure, in virtù di un Gilardino che sta ritrovando la miglior forma e disputa una prima parte efficace sia in chiusura difensiva che in ripartenza. Il gol segnato da Goldaniga – nella sua totale casualità – è però significativo della corale partecipazione del Palermo alla partita, motivo essenziale della prima parte di gara. Certo la Lazio merita l’accusa di complicità, in particolare per via di una manovra prevedibile, lenta, sempre uguale. Dove sia finita la squadra di Pioli dell’anno passato, in grado di conferire al suo attacco una varietà di soluzioni talmente ampia da rendere ardua la difesa per chiunque, non è dato di sapere. Sta di fatto che Sorrentino compie due buoni interventi, alzano con colpo di reni un colpo di testa ravvicinato di Hoedt, prima; deviando col corpo in angolo un tiro in mischia, di Keita. Ma niente di più. Sull’Aquila, dopo 45′, calano bordate di meritatissimo fischi.  

Ripresa, la Lazio resta macchinosa, Pioli prova a sbloccarla cambiando gradatamente tutto il tridente. La staffetta però, dopo aver evidenziato la poca voglia di Djordjievic e Anderson, non stimola affatto un matti nervosissimo, Candreva va a corrente alternata e Kishna si divora la più facile delle occasioni. Ci vuole l’ingenuità di Hiljemark, lo svedesino che aveva fin lì cancellato Lulic (come Struna aveva fatto con Keita e Lazaar con Felipe Anderson). Hiljemark stringe a forbice il bosniaco in grado per una volta di scavalcarlo e Celi indica rigore. Uno a uno. Il gol insperato non toglie le ragnatele dalla testa dei laziali, evidentemente scottati dalla sconfitta nel derby. Ballardini le azzecca tutte. Se il buon giorno si vede dal mattino…     

LAZIO (4-3-3) – Marchetti 6,5;  Basta 6, Hoedt 5,5, Gentiletti 5,5, Lulic 5; Milinkovic-Savic 6, Biglia 5, Parolo 6,5; F. Anderson 5,5 (57′ Candreva 6), Djordjevic 5 (57′ Matri 5), Keita 6 (83′ Kishna 5).
PALERMO (4-3-2-1) – Sorrentino 6,5; Struna 6,5 (81′ Rispoli 5,5), Goldaniga 6,5, Gonzalez 6,5, Lazaar 6,5; Hiljemark 5,5 (73′ Rigoni 6), Jajalo 6, Chochev 6; Brugman 7, Vazquez 6,5; Gilardino 6,5 (73′ Trajkovski 6).
ARBITRO: Celi 6.
RETI: 21′ Goldaniga, 69′ Candreva (rigore)
NOTE: recupero 1′ e 5′. Ammoniti: Gentiletti, Biglia, Matri; Chochev, Hiljemark, Trajkovski

Fonte: Repubblica

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