Juventus, Allegri: “La A non basta, bisogna essere una big d’Europa”

TORINO – “Evitiamo di rimanere nel limbo del quinto o sesto posto”, ordina Massimiliano Allegri alla vigilia di Palermo-Juventus. Lasciati gli inferi della mediobassa classifica, la Juve vuole fare il definitivo salto di qualità per tornare nel paradiso della zona Champions: “Non dobbiamo abbassare l’attenzione, perché siamo ancora indietro: c’è da dare continuità alle ultime tre vittorie in modo da trovarci ancora più in alto durante la sosta di Natale”. In Sicilia ci vorrà l’EuroJuve, quella squadra compatta e agguerrita ancora imbattuta in Champions League: “Domani – avverte Allegri – ci attende una partita molto molto difficile, una gara da aggredire. Ci saranno circa 30 mila persone pronte a spingere il Palermo. Ci vorrà grande cattiveria agonistica e tecnica”.

Ma al “Barbera”, ci vorrà anche un certo senso dell’umorismo: “Per evitare le polemiche, credo che non convocherò Dybala”, scherza Allegri, rispondendo a certe dichiarazioni di Zamparini che, dopo aver accusato lo stesso tecnico toscano di rovinare il suo ex giocatore, ha chiesto ala Juve di “non gonfiare Dybala come in passato è stato fatto con Del Piero”. Ancora Allegri: “Zamparini va saputo ascoltare, è un presidente simpatico ma abbastanza focoso: basta vedere quanti allenatori ha cambiato. Certe cose fanno parte del personaggio. Va preso per quello che è, in modo scherzoso”.

Il tono e l’espressione del tecnico cambiano quando si parla di Morata. Il caso del giocatore escluso dai big-match conto Milan e Manchester City è più aperto che mai: “Volete sapere se domani Alvaro giocherà? Non lo so. Anche se è rimasto fuori due partite ma non è successo niente di grave. Abbiamo quattro attaccanti importanti e io in genere non posso schierarne più di due. Nell’arco della stagione ci sono 50 partite, è impensabile che giochino sempre gli stessi: abbiamo quattro attaccanti importanti e io in genere non posso schierarne più di due. A meno che non chieda una deroga per giocare in dodici…”. Tra Morata e Allegri sembra essersi rotto qualcosa, anche se il mister assicura che “non è cambiato niente”. Non cambia nemmeno l’attacco che, con buona pace di Morata e Zaza, per la terza partita consecutiva dovrebbe puntare su Dybala e Mandzukic: “Ci sono momenti in cui si gioca bene e altri in cui si gioca meno bene  –  prosegue Allegri -. Le capacità di Alvaro sono grandi, ma in questo momento Mario ci garantisce quello di cui la squadra ha bisogno. Detto questo, non vuol dire che Morata starà tutto l’anno in panchina”.

L’infermeria è ancora piuttosto imballata: “Dobbiamo stringere i denti… Caceres ha avuto un altro problema, Khedira tornerà ad allenarsi con noi tra tre o quattro giorni, Asamoah dalla prossima settimana, Pereyra rientrerà soltanto dopo la Lazio, mentre Hernanes è ancora fermo ai box”. A centrocampo si dovrebbe rivedere Lemina, scortato da Marchisio e Pogba, con Cuadrado ed Evra favoriti su Lichtsteiner e Sandro per giocare sugli esterni del 3-5-2, il modulo-vintage che a Vinovo non passa mai di moda. “Anche i miei giocatori preferiscono il 3-5-2? Beh, ma in questo momento non possiamo giocare né con il tridente né con il trequartista, viste le assenze di Pereyra e Hernanes”.
Resta da capire se il 3-5-2, modulo “made in Conte” perfetto per razziare scudetti in Italia, può funzionare anche in Champions League, il core business dell’azienda di Allegri. “Fuori dall’Italia, più dei moduli fanno la differenza i grandi giocatori di qualità. Noi dobbiamo crescere proprio sul piano europeo: se vogliamo giocare gli ottavi di finale da primi della classe, in modo da evitare Barcellona e Bayern Monaco, dobbiamo migliorare molto”. Allegri si conferma l’alter-ego del suo illustre predecessore Conte, che ha sempre messo il tricolore davanti alla Champions League: “Dobbiamo diventare una squadra importante, una squadra di livello europeo  –  conclude il tecnico livornese -. Non mi piace rimanere circoscritto al campionato italiano. Il nostro obiettivo non è soltanto vincere lo scudetto o arrivare nei primi tre posti”. Per l’EuroJuve di Allegri “sarebbe un traguardo piuttosto limitato”.

juventus

serie A
Protagonisti:
massimiliano allegri

Fonte: Repubblica

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