MEMENTO AUDERE SEMPER: L’ULTIMO STEP SPETTA ALLA SOCIETA’

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La sconfitta del Napoli a Bologna, quasi fisiologica dopo 18 risultati utili consecutivi, ha detto molto.
Innanzitutto sulla condizione fisica di alcuni elementi della rosa azzurra: Allan (già da qualche partita in verità) ha dimostrato di essere chiaramente in debito d’ossigeno; Jorginho, che è il vero metronomo di questa squadra, è andato in sofferenza sulla marcatura a uomo di Diawara, abbassando dunque il baricentro di tutta la squadra, specie nella prima frazione di gara; Hysaj ha offerto forse per la prima volta una prestazione non all’altezza delle precedenti. Se a questo, ci aggiungiamo il primo gol del Bologna viziato da fuorigioco e la papera di Reina che ha spento ogni velleità di rimonta degli azzurri nella ripresa, contro un Bologna dei redivivi Donadoni e Destro che ha giocato contro di noi ancora una volta la partita della vita, il dado è tratto.
Il Napoli, quando ha provato a ricercare il gol, si è dimostrato come al solito mostruoso, ma l’ha fatto per troppo poco tempo: i primi 15 minuti della ripresa e gli ultimi 10′: la squadra si è dimostrata scarica sia da un punto di vista fisico che mentale, giacchè non c’è stata pressochè reazione dopo l’1-0 dei felsinei.

Da quando il Napoli ha cambiato modulo, utilizzando cioè il 4-3-3, prima della gara di Bologna ha raccolto 29 punti sui 33 disponibili. Il fantastico cammino e le grandi prestazioni sono sotto gli occhi di tutti: Sarri e la squadra hanno riacceso una passione che sembrava sopita dopo l’ultimo deludente anno. Probabilmente la mancanza di aspettative quest’anno, a differenza degli scorsi, ha anche facilitato il lavoro dell’attuale tecnico partenopeo, che è stato bravissimo a rivedere le sue idee tattiche e a mettere in campo una squadra che esprimesse al meglio quelle che sono le sue caratteristiche e qualità. I miglioramenti in fase difensiva, eccezion fatta per Bologna, sono evidenti, ma anche in fase offensiva, dove abbiamo in Higuain l’unico fuoriclasse di questo campionato e quest’anno versione pallone d’oro…

Il difficile viene proprio ora: come ha detto Careca, ora gli avversari aspetteranno il Napoli col ‘fucile puntato’, e gli azzurri dovranno essere preparati soprattutto sotto il profilo mentale, cosa che a Bologna non si è vista, ma soprattutto la partita di ieri ci ha confermato un dato: non si può puntare una stagione intera come quella che deve affrontare il Napoli soltanto su 12-13 elementi, ma occorre allargare la rosa con elementi se non di uguale valore (difficile), ma almeno che siano in grado di sostituire egregiamente i cosiddetti ‘titolarissimi’ di Sarri in alcuni match. A tal proposito, e non ce ne vogliano, giocatori come David Lopez e Maggio non sono pronti per questi livelli e a dare quel qualcosa in più che serve al Napoli, specie nei momenti di difficoltà come quello vissuto ieri in terra emiliana. Tocca ancora una volta alla società, nel mercato di gennaio, cogliere al volo questa grande occasione che la squadra di Sarri quest’anno sta meritando di avere e di giocarsi fino alla fine: accontentarsi o osare? Memento audere semper…

Giuseppe Di Marzo

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