IL PERSONAGGIO – Marek Hamsik, giù il cappello dinanzi alla cresta

Hamsik_DMF_7891 Napoli-Udinese 9/1/2015 foto De MartinoCon  la sostanziosa vittoria sul Frosinone al Matusa il Napoli si laurea dopo 26 anni Campione d’ Inverno ed è autorizzato a sognare …  l’ ultima volta che i colori azzurri guardarono a metà percorso tutti dall’ alto era il lontano 1990 … e quell’ anno il Napoli vinse il suo secondo e ultimo scudetto! Certo è presto, troppo presto per cantare vittoria, la squadra di Partenope ha già dimostrato una volta in questo campionato (Bologna Docet)  di soffrire fortemente di vertigini, per cui la concentrazione deve obbligatoriamente rimanere alta, come il buon Maurizio Sarri va predicando sempre, adirandosi con i suoi persino quando si conduce una gara con 5 gol di scarto, se a pochi minuti dalla fine del match ci si concede una piccola distrazione! Non deve accadere! Ha ragione lui, il brillante e abile coach nativo di Bagnoli… colui sul quale all’ inizio di questa stagione in molti, in troppi forse, non avrebbero scommesso un’ euro bucato e che oggi stanno invece a celebrare ed elogiare … Colui al quale s’ imputava una misera carriera saltellando tra le provinciali e che, sempre secondo tanti, alcuni dei quali oggi osannano il tosco napoletano, non avrebbe né saputo né potuto, essendo un “signor nessuno”,  tener testa alle prime donne che il Napoli annovera tra le sue fila! Ebbene questo signor nessuno può oggi vantarsi, anche se la sua umiltà non gli permette di farlo… ma lo facciamo noi per lui, di aver creato un gruppo solido e compatto che pratica un calcio come in Italia non lo si ammirava da un bel po’ di tempo e che consente a un certo Paganini di paragonare il gioco del Napoli al Lago dei Cigni … l’ opera, a suo dire, più bella mai composta; può vantarsi di aver guidato in questi mesi il suo team verso imprese che hanno del prodigioso … Ma soprattutto può e deve compiacersi di aver restituito vitalità, dignità e vigore  a tanti atleti,  campioni in realtà, giunti al temine della  passata stagione depressi e demotivati e che in cuor loro non vedevano l’ ora di volare via da Napoli seguendo l’ esempio del signor Benitez che dopo la disfatta della corazzata da egli condotta volò via a inseguire i suoi sogni (ormai suo malgrado infranti) … Parliamo ovviamente di campioni come Higuain, , Jorginho, Callejon… Ma soprattutto ci riferiamo  al capitano Marek Hamsik, figlio di una città che lo ha adottato e lo ama come un pargolo e che lui da quasi 9 anni ricambia col suo affetto e la sua dedizione. Il numero 17 azzurro dopo i 2 anni percorsi a fari spenti sotto la guida di Rafa Benitez, viene “benedetto” dall’ incontro col tecnico con la tuta, il quale non è né un santone nè un mago a cui basta una bacchetta magica per cambiare la realtà, è semplicemente un uomo intelligente e umile, capace di dare serenità ai  giocatori a sua disposizione e di metterli in condizione di esprimersi nel migliore dei modi, rivedendo, se necessario, le sue convinzioni tattiche, variando cioè schemi e moduli con l’ unico scopo di dare ai suoi top players l’ input per poter mettere al meglio in pratica le sue lezioni di calcio che, abbinate al talento che la natura ha copiosamente ad essi elargito, si traducono in prestazioni straordinarie e in numeri di alta scuola. Marek Hamsik, dopo l’ avvilente parentesi durata due stagioni, che lo ha visto ai margini del progetto del Napoli beniteziano, torna nel Napoli di Sarri, ad esprimersi come sa,  e con la sua classe e la sua intelligenza tattica torna ad essere il faro radioso del centrocampo partenopeo. Qualcuno lamentava il fatto che in questa prima parte di stagione lo slovacco non trovava la rete con la facilità che gli è sempre stata consona in passato … Per tutta risposta il centrocampista azzurro realizza in Campionato tre reti consecutive, una più bella dell’ altra, capolavori di tecnica, tattica e sagacia …  Una su tutte? Quella messa a segno nella scorsa giornata contro il Torino che va a concretizzare in maniera solenne, una manovra corale talmente limpida e perfetta da poter diventare oggetto di studio e di idolatria! Il ruolo di capitan Hamsik, indipendentemente da realizzazioni personali, resta fondamentale in campo per l’ umiltà che gli consente di mettersi al servizio della squadra effettuando un lavoro a tutto campo, inventandosi e reinventandosi ogni volta per amore del Napoli, per amore di Napoli  … Per realizzare un bel sogno che coltiva da anni insieme alla sua gente: quello di tingersi la cresta coi tre colori dello Scudetto!

Tilde Schiavone – Pianetazzurro.it

Commenti
avatar

Tilde Schiavone

Sono una persona che riesce a star bene con se stessa solo se intorno a lei c' è armonia, questo è il motivo per cui cerco di risolvere i conflitti esistenti tra le persone che mi circondano;non amo i gioielli, specialmente quelli costosi, preferisco gli accessori di poco valore; non amo ricevere in regalo i fiori recisi: preferisco ammirarli nei giardini dove compiono il loro naturale ciclo vitale e non nei vasi dove hanno vita breve..Amo il blues,il canto del dolore, e il mio sogno è raggiungere un giorno quei luoghi che lo hanno visto nascere; Amo gli indiani d' america, la loro spiritualità e la loro cultura. non vivrei senza i dolci e la pizza. Sono campanilista, napolista, meridionalista ...maradonista. Adoro gli animali, ritengo che non siano loro le bestie e sono vegetariana. Non mi piace parlare, quel che sento preferisco scriverlo, so esprimermi meglio con una penna in mano anziché dinanzi a un microfono, amo inoltre il folclore della mia terra e cerco, attraverso l' Associazione Culturale Fonte Nova d cui sono Presidente, di preservarlo e diffonderlo ... e duclis in fundo AMO LA MIA NAPOLI, senza se e senza ma, ringrazio Dio perchè ha fatto sì che nelle mie vene scorresse il sangue del Sud!