Luciano Spalletti contro Maurizio Sarri: oggi si sfidano i “figliocci” di Fabrizio Corsi, che li ha scelti e aiutati nella conquista del calcio vero. Una sfida speciale allora quella tra Roma e Napoli per il presidente dell’Empoli, che a poche ore dal big match svela qualche retroscena. Si parte con il tecnico giallorosso: «Il mio amico Luciano è un uomo solo al comando nel pianeta Roma. Aneddoto? Serie C, terza di campionato, Empoli-Como. Perdiamo per colpa di una doppietta di un altro vecchio amico, Cecconi. Spalletti a fine gara mi dice: “Fabrizio, se vuoi ti scrivo la lettera di dimissioni”. Gli rispondo secco: “Ma che sei diventato bischero! Ride ben chi ride l’ultimo”. Fummo promossi battendo ai play-off il Como», racconta Corsi a La Gazzetta dello Sport. Poi inevitabile il commento sul caso Totti: «Gli intitoleranno una strada, uno stadio, la sede della Roma ma se oggi dovessi affrontare i giallorossi e vedessi Totti in campo dal primo minuto sarei un presidente felice perché avrei un vantaggio. Il problema è che la società non aiuta Luciano. Un dirigente dovrebbe passare per le camere alle undici di sera. E se qualcuno gioca a carte avanti con le multe. Invece Spalletti deve fare anche il dirigente». E ne tesse le lodi: «Non smette mai di studiare. Nell’anno in cui è stato fermo è andato in giro a guardare i più bravi. Ci sono suoi colleghi che magari hanno vinto un titolo e si sentono fenomeni. Come se il calcio finisse con loro. Se Luciano resterà alla Roma il prossimo anno inventerà qualcosa di nuovo tatticamente».