ESCLUSIVA PA – Kekko D’Alessio: “Il presidente ci deve far vincere qualcosa, Napoli è una città che vive di calcio”

di Carlo Ferrajuolo

ramazzotti-kekko-dalessioFrancesco D’Alessio in arte “Kekko”, buon sangue non mente…. Quel sangue formato da note e globuli che ti permettono di avere quello stimolo in più, quella creatività artistica che molti non hanno, anche se per anni hanno studiato al Conservatorio La creatività, l’estro, la fantasia non sono insegnate lei hai nel dna, nei pori della palle. Kekko D’Alessio è anche lo scopritore di tanti talenti napoletani. Senza di lui Rosario Miraggio non sarebbe stato Rosario Miraggio e non avrebbe avuto “quel” sound. Kekko D’Alessio è il genio segreto, il bambino prodigio, dietro tanto pop italiano e napoletano. Ma lo sanno in pochi, e lui, che la prende molto zen, ama definirsi “il milite ignoto” della musica. Le sue origini partenopee sono  piacevolmente presenti in un accento che a distanza di anni non riesce ad abbandonare. Zio Gigi insieme al papà Pietro, gli regalarono una pianola giocattolo quando era ancora bambino, ma è stato suo zio Gigi ed il maestro Adriano Pennnino, musicista storico di Gino Paoli, Giorgia, LaraFabia, Gianni Morandi ad accendere in lui il desiderio di domare uno strumento, oltre, chiaramente, ai dischi di Michael Jackson, Marron 5, Pino Daniele e tanti altri. Lui è il ragazzo incosciente e squattrinato che vendeva abbigliamento con papà Pietro per pagarsi gli showcase in una Napoli fibrillante, ma è anche l’uomo “ponte” che ha portato in città nuove sonorità negli arrangiamenti tra i giovani emergenti napoletani. Grazie alla sua affascinante esperienza in tournèe per il mondo con zio Gigi. <<Avevo poco più di 15 anni –racconta Kekko D’Alessio-, mi prendevo di nascosto le chiavi dello studio di registrazione di mio zio per andare a suonare il suo pianoforte a coda. Quando lo vedevo era bellissimo, sempre lucido, aveva un suono stupendo.  Quando mi mettevo  al piano mi tremavano le dita e le gambe per l’emozione, poi sapevo i vari orari di ritorno dello zio, mettevo tutto in ordine, senza spostare documenti, carte e chiudevo lo studio e ritornavo a casa con la gioia nel cuore>>. Cos’è per te la musica? <<La musica è Arte e come tale deve dire qualcosa che non è facilmente concepibile dall’uomo. E’ una dote che non hanno tutti perché sono pochi coloro che possono guardare oltre l’orizzonte della persona normale. Bisogna pensare all’arte visuale in maniera di versa. In questo senso la tecnologia è fondamentale. Con il digitale si possono fare cose che con l’analogico non immaginavi nemmeno. Cose creativamente incredibili ma nessuno ha il coraggio o la visione di farlo. Mi piacerebbe avere la possibilità di parlare e condividere le mie idee sul futuro della musica, creare un laboratorio. Anche se non mi sento bene nel ruolo di chi sale sul podio e parla, sono ancora troppo giovane>>.Cosa serve per sfondare?gruppo-kekko-dalessio
<<I produttori che mancano ed una promozione adeguata. Il talento e la passione: senza non c’è niente da fare. Poi bisogna crederci fino in fondo, lavorare senza tirarsi mai indietro e avere il coraggio di mettersi in gioco. Per cercare la mia strada ho lasciato un lavoro certo ma dentro ero sicuro di potercela fare. Un’altra dote fondamentale è l’umiltà: bisogna rendersi conto che nonostante mille successi bastano due errori per essere daccapo>>.ll centro della musica italiana è a Milano, tu invece hai scelto di vivere e lavorare a Napoli. Come mai?
<<Napoli è stata un scelta di vita straordinaria. Nel tempo, a Caserta, ho messo in piedi una grossa sala di registrazione che mi permette di produrre qui gran parte dei miei lavori. A Milano sarebbe stato tutto molto più facile, ma la mia tana è qui. La mia casa è Napoli. La qualità della vita, l’affetto della gente, anche se logisticamente è molto scomodo. Il mio sogno è quello di aprire un grosso centro di produzione dove un artista, anche di livello internazionale, possa trovarsi a proprio agio con ampi spazi particolari. Vedremo dove….>>.Gli eventi che ti sono rimasti nel cuore?
<<Tanti. Grazie alla musica, ho girato il mondo. Forse due su tutti, il concerto di piazza del Plebiscito con zio Gigi e lo Stadio san Paolo. Emozioni forti, incredibili che ti restano dentro, ti fanno vibrare le corde dell’anima e del cuore, segmenti di vita realizzata e sognata da bambino, che quando andavo allo stadio a vedere i grandi concerti, sognavo anche io un giorno di suonare nello stadio della mia città >>
La soddisfazione più grande?
<<La famiglia, i figli, la musica e quella che deve ancora arrivare>>.Un tuo sogno? <<Vorrei conoscere Quincy Jones che insieme ai Marron 5 sono tra i miei artisti preferiti. Fare una tournèe o una collaborazione con Eros Ramazzotti, senza abbandonare zio Gigi>>. I maggiori musicisti che ti hanno ispirato come produzione artistica…Sei stato anche lo scopritore del talento di Rosario Miraggio. <<Rosario Miraggio, lo conobbi 12 fa,  era appena  fidanzato con mia sorella. Io ero a Roma, vivevo a casa di mio zio e mi occupavo già di musica nella capitale….Mi chiese di produrre il suo primo disco “Amore in tre parole”è stato subito successo, investii tanti soldi di tasca mia, occupandomi della produzione artistica ed esecutiva. Anche il brano “Male”scritto da Sergio Donati è stato un grande successo, mentre la canzone ”ti amo e ti penso”ha quasi raggiunto le 10 milioni di visualizzazioni su youtube, qualcosa di incredibile. Divento produttore fisso di Rosario Miraggio. Nel 2006 produco “Mille pezzi di cuore”e nel 2010 “Il mio spazio nel tuo tempo distribuito dalla Sony Music arrivando al 16º posto della classifica Fimi. Nel 2008 la canzone La Macchina 50 interpretata da Rosario Miraggio viene inserita nel film di Matteo Garrone, Gomorra.Nel 2012 collaboro all’album di mio zio Gigi D’Alessio “Chiaro”. Ho prodotto inoltre il featuring di Rosario Miraggio insieme ai Club Dogo, scritto insieme a La Pina, Emiliano Pepe, Jake La Furia e Gué Pequeno. Tutte grandi esperienze. Ho provato tanti artisti napoletani, tutti molto bravi come Emiliana Cantone…  produttore artistico di Angelo Schettino noto imprenditore di Caserta, Felice Romano, Massimo Ferrari ragazzo di Palermo che ha un grande talento, Claudia Zinno, Marco Ponti, Erry Mariano e tanti altri” Il fatto di aver aperto uno studio di registrazione pensi che condizionerà il tuo lavoro come musicista di tournèe? Di recente ti sei tolto grandi soddisfazioni a partire dai dischi Rosario  Miraggio, e penso sarebbe davvero un peccato…<<Mi piacerebbe avere giornate di cinquanta ore, produrre bravi artisti, studiare musica e divertirmi anche un po’: credo che dovrò scegliere, spero per il meglio!>>.Prossimi impegni? <<Una produzione top-secret di grande livello e la tournèe invernale con mio zio>>.Napoli in Champion League, so che te sei tifoso… <<Sono stato sempre tifoso del Napoli, da piccolo andavo a vedere Maradona con mio zio e mio padre. Grandi vittorie e grandi momenti di calcio. Bellissime domeniche, indimenticabili, in curva B o distinti>>.Higuain? Vogliamo parlare del Pipita passato ala Juve? <<Sono scelte di vita, vivere a Torino non è come vivere a Napoli, il clima, il mangiare, la cordialità e l’affetto dei tifosi…Il sole di Milano e il freddo di Torino. Lui parlava di progetto, la Champions la poteva vincere anche con il Napoli. Poi, il non aver salutato i compagni di spogliatoio e mister Sarri che l’hanno messo in condizione di fare tanti gol non mi sembra da gran signore>>. Parlami di De Laurentiis…<<Il presidente ci deve far vincere qualcosa, Napoli è una città che vive di calcio e musica, un binomio pazzesco. I cori, le canzoni fanno parte del dna di ogni napoletano. Napoli non è provinciale, ma una grande metropoli che ha cultura, storia, arte, anche il calcio è arte>>.

di Carlo Ferrajuolo

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