Juventus, centrocampo a sorpresa: spuntano Rincon e Goretzka

TORINO – Per programmare il post-Buffon c’è tempo. Ma dopo l’uscita allo scoperto di Marotta le dichiarazioni possibiliste dell’agente di Donnarumma, quel Mino Raiola che con i bianconeri ha fatto grandi affari, non possono che fare piacere alla Juventus: “Bisogna vedere cosa ne sarà di questo Milan, prima di fare le nostre valutazioni”, è il lapidario commento rilasciato dal noto procuratore a TuttoMercatoWeb. La priorità per gennaio è puntellare il centrocampo di Allegri. I primi nomi restano quelli di Witsel e Tolisso, benché lo Zenit sembri deciso a liberare il belga soltanto a giugno e l’Olympique Lione chieda almeno 37 milioni per il francese, connazionale di quel Matuidi a un passo dal rinnovare il suo matrimonio con il Psg. Ecco perché in corso Galileo Ferraris stanno battendo alcune piste alternative, come quelle che portano al venezuelano Rincon (Genoa) e al tedesco Goretzka (Schalke 04).

RINCON E GORETZKA – Il 28enne Tomás Rincon ha esperienza, duttilità e un prezzo low-cost: 10-12 milioni di euro. Una cifra che i bianconeri potrebbero ulteriormente abbassare inserendo nella trattativa un elemento gradito al Genoa come Hernanes (a titolo definitivo), Mandragora (in prestito) oppure il centrocampista brasiliano del Porto Otavio, recentemente spiato da entrambi i club, che potrebbero ingaggiarlo in sinergia. L’altra pista alternativa porta al 21enne Leon Goretzka, osservato martedì sera al Meazza in occasione dell’amichevole Italia-Germania. Il centrocampista in scadenza nel 2018 con lo Schalke 04, è rappresentato da Jörg Neubauer, lo stesso procuratore di Khedira, e ha una valutazione intorno ai 15 milioni di euro.

NAZIONALI AL RIENTRO (CON GOL) – Intanto Allegri fa la conta, tra rientri dalle Nazionali e dall’infermeria. Ieri a Vinovo si sono rivisti Pjanic, Lichtsteiner e Khedira, tutti (o quasi) in gol con le proprie rappresentative: sulla punizione del “Pianista” è stata decisiva la deviazione del portiere greco Karnezis. Ma ieri hanno fatto festa anche il croato Mandzukic, autore di un gol e un assist in casa dell’Irlanda del Nord, e il gabonese Lemina, pure lui a segno nell’1-1 contro le Isole Comore. “Io sono molto contento di vedere i miei giocatori nella Nazionale”, aveva detto Allegri poco prima della sosta. Come dargli torto, visto che ieri l’Italia e l’Argentina hanno fatto quello che non era praticamente riuscito a fare lui: dare spazio a Rugani, oggetto bianconero un po’ misterioso (appena 121 minuti di impiego stagionale) e far rifiatare Higuain (1.103 minuti), entrato soltanto al 79′ nel 3-0 c0ntro la Colombia di Cuadrado, tra i fischi dello stadio Bicentenario di San Juan.

JUVE-PESCARA CON VISTA CHAMPIONS – Dall’infermeria dovrebbero invece rientrare Chiellini e Marchisio, anche se Allegri medita di risparmiarli per l’impegno di martedì 22 in casa del Siviglia con vista sugli ottavi di Champions. In attesa di fare il tagliando ai nazionali, il tecnico medita di schierare contro il Pescara (dove ha militato per quattro stagioni, segnando anche un gol alla Juve nel campionato 1992-93, in occasione di uno storico 5-1 per gli abruzzesi) un 3-5-2 con Rugani-Bonucci-Benatia davanti a Buffon, Lichtsteiner e Alex Sandro sugli esterni, Hernanes in regia scortato da Khedira e Pjanic e in attacco il tandem formato da Mandzukic e Higuain, con il solo Kean di scorta. In alternativa, largo al 4-3-3 con l’inserimento di Evra al posto di Benatia e l’avanzamento di Alex Sandro (o Cuadrado) nel tridente d’attacco. La rabbia del Pipita, deciso ad archiviare fischi e fiaschi argentini, potrebbe tornare molto utile alla Juventus. 

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Fonte: Repubblica

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