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Roma, riapre l’impianto delle gente: folla al Tre Fontane

ROMA – Ci sono i compagni di scuola che si sono dati appuntamento per l’occasione, gli amici pensionati di una vita che non possono mancare, l’impiegato che oggi ha deciso di uscire prima, i nostalgici, i semplici curiosi. Via delle Tre Fontane riscopre d’incanto un animo sopito. E’ quel animo giallorosso che per tanti anni l’aveva alimentata. Erano gli anni ’70, gli anni della “Rometta” di Anzalone che raramente regalava una gioia ma che già poneva le basi per diventare grande. Gli anni in cui nascevano i Bruno Conti e i Di Bartolomei, sotto l’ala protettiva di Rocca e De Sisti. A quei tempi lo Stadio delle Tre Fontane era la vera casa della Roma e dei romanisti. Poi, con la nascita di Trigoria, ecco l’inevitabile declino e il cambio di destinazione d’uso (dal calcio al rugby).

UN IMPIANTO, MILLE RICORDI – Arrivano in tanti, in 1500. L’ingresso è gratuito e poi c’è Roma-Cork City, ritorno del 2° turno della Youth League. Ma interessa a pochi. La maggior parte è qui soprattutto per riabbracciare quel impianto che racchiude in sé mille storie e mille ricordi: Liedholm che si ferma ad allenare Paolo Conti, “Diba” che resta fino al tramonto a provare le punizioni, la cavalcata della Primavera verso 3 prestigiosi scudetti (’73, ’74 e ’78).

LA ROMA PIEGA IL CORK CITY – Il cielo è coperto ma al fischio d’avvio, d’incanto, esce il sole. Quasi a voler donare l’adeguata luce a uno scenario che resta unico. I ragazzi sul campo corrono mentre il Colosseo quadrato dall’alto li osserva. E’ forse anche per questo che  paiono emozionati e le giocate riescono meno. A scrollare di dosso ogni tensione pensa nella ripresa Keba che regala al pubblico la gioia del gol-vittoria e del passaggio ai playoff. Ma non importa.

ANCHE LA PRIMA SQUADRA UTILIZZERA’ L’IMPIANTO – Oggi Roma ha riabbracciato la Roma. Oltre alla Primavera, che d’ora in poi disputerà qui le sue gare interne, nelle prossime settimane toccherà alla prima squadra recarsi all’impianto all’Eur per svolgere la rifinitura in vista di alcune partite di campionato. Un piccolo passo di riavvicinamento verso la gente. Necessario per un calcio che sta perdendo il fuoco sacro della passione. E che forse, proprio per questo, ha più che mai bisogno di attingere al passato.

as roma

serie A
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Fonte: Repubblica

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