Sampdoria-Lazio 1-2, Milinkovic e Parolo rialzano i biancocelesti

GENOVA – Voleva un immediata reazione d’orgoglio, Inzaghi. L’ha avuta. La Lazio rialza prontamente la testa a Marassi dopo il brutto ko nel derby e torna prepotentemente a ridosso della zona Champions. Battuta più nettamente di quanto non dica il punteggio finale una Samp sottotono rispetto alle ultime uscite. I blucerchiati cadono dopo 6 risultati utili e soprattutto interrompono bruscamente la striscia di 5 vittorie interne di fila. La sconfitta non cambia il giudizio sul buon campionato fin qui dei blucerchiati ma indubbiamente fa perdere un po’ di entuasismo a una squadra che stava provando a riagganciare il treno per l’Europa.

LAZIO PIU’ LUCIDA E MATURA – Ha vinto la squadra più forte. La Lazio si è dimostrata decisamente più matura e lucida degli avversari. Ha tenuto meglio il campo fin dalle prime battute, interpretando meglio la gara e poi, come un serpente a sonagli, ha punto la propria preda con due morsi fatali sul finire del primo tempo. Decisivo Anderson che con le sue accelerazioni a destra ha fatto la differenza. Ma meritano un plauso anche Milinkovic-Savic e Paroloo che con i loro inserimenti hanno trovato il modo per mandare in crisi Silvestre e Skriniar.

SAMP, UN PASSO INDIETRO – La Samp ha compiuto un passo indietro. Non è quasi mai riuscita a mettere in moto Quagliarella e Muriel e ha faticato a dare continuità al proprio gioco. Soprattutto nella ripresa quando c’era necessità di tentare la rimonta. Così ha finito per affidarsi esclusivamente alle iniziative personali, come in occasione del gol del subentrato Schick, che però non sono servite per riprendere una Lazio meglio organizzata e che non ha mai tremato, neppure negli ultimi concitati minuti.

INZAGHI RILANCIA DE VRIJ  – Viste le precarie condizioni di Keita, Inzaghi ha deciso di cambiare qualcosa nel suo 4-3-3; ha alzato Lulic in attacco e ha spostato a sinistra in difesa Radu, rilanciando al centro de Vrij. Sul fronte opposto, Giampaolo ha cambiato una sola pedina nella squadra che ha sconfitto il Toro preferendo a centrocampo Linetty a Praet.

IMMOBILE MANCA IL VANTAGGIO – La Lazio è partita con personalità, tenendo alto il baricentro, e ha subito spaventato la Samp con un colpo di testa ravvicinato di Immobile che ha schiacciato tra le braccia di Puggioni un cross dalla destra di Anderson. I blucerchiati hanno capito di dover essere più aggressivi e, migliorando la fase di pressing, sono riusciti almeno ad arrivare al tiro da fuori con Linetty e Fernandes che non hanno sorpreso un attento Marchetti.

ANDERSON INVENTA, MILINKOVIC-SAVIC SEGNA – Dopo aver invano tentato di lanciare in contropiede Immobile, puntualmente fattosi sorprendere in fuorigioco 5 volte su 5, la Lazio ha deciso di puntare tutto sulla velocità a destra di Anderson per fare la differenza. E la tattica è riuscita. Da un’accelerazione del brasiliano è nato, infatti l’1-0 al 40′: giunto sul fondo ha pennellato un pallone per la testa di Milinkovic-Savic che svettando più in alto di Silvestre ha realizzato il 4° centro stagionale.

PAROLO RADDOPPIA – La Samp ha accusato il colpo ed è capitolata di nuovo prima della fine del tempo. Puggioni ha compiuto una prodezza, deviando d’istinto un destro al volo di Immobile ma nulla ha potuto, 1′
dopo, sulla scivolata di Parolo, bravo a chiudere una triangolazione sulla destra con l’impeccabile Anderson.

IMMOBILE FALLISCE IL 3-0 – Perso per perso, Giampaolo ha provato a ravvivare i suoi inserendo Praet al posto di Fernandes. Ma la mossa non ha sortito effetti. Anzi, con gli spazi più ampi, è stata ancora la Lazio ad andare ancora per tre volte vicino al tris con anderson e Immobile che ha malamente sciupato due contropiede a tu poer tu con Puggioni.

BIGLIA KO, LA SAMP EMERGE – Solo con l’uscita di Biglia, costretto a lasciare il posto a Keita per una botta al ginocchio, la Samp ha preso leggermente il sopravvento nel finale, chiuso disperatamente con altri due giocatori offensivi in campo, Schick e Djuricic. Ha impegnato Strakosha, subentrato ad inizio ripresa all’infortunato Marchetti, con una punizione dal limite di Quagliarella e poi ha creato un altro paio di pericoli con i traversoni dalla sinistra di Regini.

SCHICK, GOL TARDIVO – Il gol dell’1-2 alla fine è arrivato ma troppo tardi (88′). Lo ha realizzato Schick con un bel sinistro da fuori dopo aver saltato in dribbling Parolo. La Lazio non ha tremato e, anzi, in pieno recupero, ha mancato di un nulla il 3-1 con Lulic che non ha trovato il pallone a porta vuota su un centro di Keita. La Lazio così si toglie un bel peso di dosso. Il derby è finalmente alle spalle. Da stasera può riprendere a guardare in alto.

SAMPDORIA-LAZIO 1-2 (0-2)
Sampdoria (4-3-1-2): Puggioni, Pereira, Silvestre, Skriniar, Regini, Barreto ( 11′ st Schick), Torreira, Linetty ( 31′ st Djuricic), Fernandes (1′ st Praet), Muriel, Quagliarella. (12 Krapikas, 92 Tozzo, 5 Dodò, 6 Eramo, 11 Alvarez, 15 Krajnc, 17 Palombo, 21 Cigarini, 47 Budimir) All. Giampaolo.
Lazio (4-3-3): Marchetti (1′ st Strakosha), Basta, de Vrij, Wallace, Radu, Parolo, Biglia (20′ st Keita), Milinkovic-Savic, F. Anderson (42′ st Lukaku), Immobile, Lulic. (55 Vargic, 2 Hoedt, 7 Kishna, 9 Djordjevic, 15 Bastos, 23 Leitner, 25 Lombardi, 96 Murgia). All. Inzaghi.
Arbitro: Russo.
Reti: nel pt 40′ Milinkovic-Savic, 45′ Parolo; nel st 44′ Schick.
Angoli: 5-3 per la Lazio.
Recupero: 0′ e 5′.
Ammoniti: Radu , Biglia, Wallace, Parolo, Schick per gioco scorretto.
Spettatori: 18.829
 

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serie A
Protagonisti:

Fonte: Repubblica

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