L’AVVERSARIO – Attenzione alla furia del Toro ferito

Domenica 18 Dicembre, per la diciassettesima giornata del campionato di serie A, il calendario ci regala un match che si prevede davvero avvincente, infatti allo stadio San Paolo di Napoli gli azzurri ospiteranno il Torino di Sinisa Mihajlovic. Squadra ostica quella granata, che annovera nelle proprie fila gente come Falque Ljajic,e Belotti, per non parlare di quel Mirco Valdifiori, ex azzurro, con il dente avvelenato. Ma il Torino è soprattutto un collettivo ben plasmato dal tecnico serbo, che utilizza come modulo il 4-3-3, con la linea difensiva che vede sovente come interpreti  Zappacosta, Rossettini, Castan e Barreca, che si raccordano con il vertice basso del centrocampo, ovvero Mirco Valdifiori, che si occupa di sviluppare il gioco e dare sostegno alle due mezz’ali ,Benassi e Baselli. L’attacco, la vera arma letale dei granata, e composto dagli esterni d’attacco Falque e Ljajic, che con buoni tempi d’inserimento e fantasia supportano la punta Belotti, giocatore fondamentale per lo scacchiere granata, sia per il lavoro che svolge in area di rigore (e quindi in termini realizzativi), che in fase di costruzione del gioco, in quanto cerca spesso di accorciare staccandosi dalla linea difensiva creando spazi d’inserimento per i suoi compagni, in pratica fungendo da “pivot”, e questo aiuta molto il gioco del Torino fatto di possesso palla, rapidi uno-due e pressing sui portatori di palla avversari. Non sarà certo una gara semplice quella che dovrà affrontare il Napoli di Maurizio Sarri, che purtroppo dovrà ancora fare i conti con l’assenza di Milik, ma che ha anche dato segnali di ripresa in termini di risultati e quindi in quest’ultimo match casalingo vorrà sicuramente salutare questo 2016 con una vittoria e con la speranza che la prima gara casalinga del nuovo anno, contro la Sampdoria, possa far rivedere nuovamente in campo quella maglia numero “9”, magari proprio indossata da quel Belotti che sembrerebbe essere un obiettivo di mercato della dirigenza azzurra, ma che dovrà necessariamente fare i conti con la volontà, e le richieste, del presidente Cairo . Inevitabilmente però, vedendo in campo il Torino, e conoscendo la nobile storia dei granata tristemente legata alla strage di Superga, sicuramente a molti tifosi azzurri tornerà ancora in mente l’immane tragedia che ha colpito il 28 novembre scorso la formazione brasiliana della Chapecoense, che in procinto di  giocare la finale della Coppa Sudamericana contro i colombiani del Atletico Nacional, è stata coinvolta in un disastro aereo nei pressi della città colombiana di  Medellin, in cui hanno perso la vita quasi tutti i membri della squadra e dello staff tecnico ad eccezione dei calciatori Neto, Follman e Ruschel. Una terribile tragedia che mai nessuno dimenticherà!

 

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