Inter, Icardi capitano-modello: la Cina è lontana

Mauro Icardi, attaccante dell’Inter in azione contro il Chievo (Getty)

Trascinatore, decisivo e uomo squadra. In una parola: capitano. Mauro Icardi e l’Inter, storia di un matrimonio che – dopo qualche piccola frizione – sta vivendo un momento molto felice. Merito dei gol determinanti per la squadra e della personalità del calciatore classe 1993, che ha beneficiato anche del cambio in panchina de Boer-Pioli. In realtà, i gol di Maurito non mancavano nemmeno quando ad allenare la squadra era il tecnico olandese: già 10 nei primi due mesi e mezzo in questa stagione, con il tocco decisivo a sorprendere Sorrentino per il 2-1 di ieri, l’argentino ha già raggiunto quota 17 in 25 presenze in tutte le competizioni.

Reti pesanti –
Un ottimo bottino se si pensa che la stagione è appena a metà e se si ricordano i primi complicati mesi di questa annata per l’Inter. Reti pesanti, decisive, a cui vanno peraltro aggiunti anche sette assist. Icardi non è soltanto il bomber d’area, quello che in qualche modo può sempre buttarla dentro; in realtà è molto di più e la partita contro il Chievo è stata un altro manifesto di tutto il suo repertorio. L’argentino costruisce l’azione, difende insieme ai compagni e, soprattutto, arretra spesso per recuperare la palla anche a centrocampo per poi ripartire verso l’area. Praticamente gioca a tutto campo, è una pedina fondamentale per ogni reparto.

I numeri –
Per la terza stagione consecutiva Mauro ha raggiunto a quota 15 gol in Serie A, nessuno ci era più riuscito dai tempi di Zlatan Ibrahimovic e di Christian Vieri. Contro la squadra di Maran, poi, Icardi ha eguagliato Diego Milito a quota 62 reti in A, solo che l’attuale numero 9 ci ha messo 17 partite in meno (111 a 128). Lui che in estate avrebbe anche potuto decidere di lasciare l’Inter dopo tre stagioni a Milano: l’interesse del Napoli era forte, le riflessioni sul futuro ci sono state anche se il club nerazzurro ha sempre ribadito la volontà di tenerlo – tanto da rifiutare offerte superiori a 50 milioni di euro. Poi è arrivato il rinnovo fino al 2021, un ingaggio da 4,5 milioni di euro netti più bonus e una clausola rescissoria di 110 milioni valida solo per l’estero.

Il rinnovo e la biografia – Nonostante la firma sul nuovo accordo, ad ottobre (con l’Inter in difficoltà dal punto di vista del gioco e dei risultati) Icardi ha dovuto gestire anche qualche problema esterno: l’ambiente nerazzurro non ha gradito alcuni passaggi della sua autobiografia e nella partita contro il Cagliari l’attaccante ha vissuto una giornata difficile: l’errore dal dischetto, qualche fischio dalle tribune di San Siro e le voci di una possibile decisione della società di togliergli la fascia. Solo voci, appunto; l’attaccante è rimasto capitano e ha sanato la piccola frattura con l’ambiente. Come? Con gol e partite da grande giocatore, naturalmente. L’argentino nei mesi successivi ha dimostrato di meritare la fascia; oltre alle prestazioni Mauro ha tenuto l’ambiente compatto nei mesi della gestione de Boer nonostante “un clima insopportabile” e ha aiutato Pioli a guidare la squadra verso le cinque vittorie consecutive e la risalita in classifica.

Capitano-modello –
Ad appena 23 anni è un modello per i compagni, fondamentale tanto in campo quanto fuori. I più giovani – da Pinamonti a Gagliardini, che ha appena un anno in meno di lui – lo vedono come un esempio da seguire. Atteggiamenti e numeri che parlano chiaro, per il terzo campionato consecutivo ha raggiunto i 15 gol e ora punta a migliorare il suo bottino totale di 22 – che nella stagione 2014/2015 gli era valso il titolo di capocannoniere insieme a Luca Toni. Con la maglia nerazzurra ha una media reti migliore di Ibra (0,64), Ronaldo e Vieri (0,72). Icardi è a 0,55, Milito a 0,48. Il tempo per migliorare c’è perché nel futuro di Mauro c’è solo l’Inter; nessuna sirena cinese: “Ho rinnovato il contratto da poco e sono contento di restare qui. Per la Cina c’è sempre tempo, magari a fine carriera”. Parole da capitano e leader capace di guidare l’Inter nella sua risalita, qualità sottolineate anche da Pioli nel post gara.

Nel futuro solo l’Inter –
“E’ un top player, è giovane, bravo a farsi vedere e a smarcarsi. Può ancora crescere, ma nei miei giocatori la voglia di sacrificarsi è essenziale. Il talento c’è, ma ti fa vincere la singola partita. E’ la squadra che serve”, ha detto l’allenatore. Con un Icardi così il futuro si fa interessante, così come la sua Inter (ora a 36 punti) l’attaccante non ha intenzione di fermarsi. C’è l’Europa da conquistare, numeri importanti da confermare e migliorare, una squadra da trascinare sempre da capitano-modello.

Fonte: SkySport

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