Hamsik, Nainggo e Pjanic: perché loro valgono

Marek Hamsik, Radja Nainggolan e Mirolem Pianjc viaggiano a ritmi superiori dell’ex juventino Paul Pogba, ora al Manchester Utd (foto Getty)

Secondo Spalletti il suo “ninja” vale quanto Pogba: i numeri lo confermano. Anzi, il centrocampista belga ha fatto meglio del francese in questa stagione, finora. Come il bosniaco della Juventus e il capitano del Napoli. E anche il futuro in mezzo al campo parla italiano

“Nainggolan? Vale quanto Pogba”. L’ha detto sorridendo, è vero, ma se qualcuno avesse scambiato il paragone di Luciano Spalletti per una battuta – o per un eccesso di romacentrismo – non ha guardato bene i numeri del centrocampista belga, oltre che “il valore in campo e la sostanza espressa”, ancora per citare le parole del tecnico giallorosso di qualche giorno fa (il valore di mercato è un’altra cosa, hanno pur sempre 5 anni di differenza). Spalletti lo ha anche descritto come “un calciatore completo, di una razza forte, diffusa nella mia squadra”.

E non solo, aggiungiamo noi. Della stessa “razza” in serie A ce ne sono altri in quella zona del campo (con caratteristiche diverse, ovvio): Hamsik a Napoli e Pjanic alla Juventus sicuramente; e il futuro promette bene con i vari Gagliardini, Locatelli, Lorenzo Pellegrini e Milinkovic-Savic, nuovi “crack” già con quotazioni da top club europei (vedi “Gaglia”, costato 22 milioni più bonus all’Inter). Dopotutto, il campionato italiano ha perso il migliore nel ruolo, ma il “Polpo” – giocatore più pagato della storia – deve ancora dimostrarlo a Manchester (come in Nazionale, d’altronde). Nell’attesa, godiamoci i nostri…

Nainggo, che numeri. Il ninja – se vogliamo dirla tutta – ha fatto anche meglio del francese, finora: hanno disputato lo stesso numero di partite (29), distribuite nello stesso tipo di competizioni (compresa l’Europa League). Ma Pogba non è praticamente mai stato risparmiato da Mourinho (sostituito al 75′ con il Fenerbahce all’andata e al 30′ a Istambul per infortunio. Poi è sempre rimasto in campo dal 1° all’ultimo minuto, inclusi i match di Efl Cup con City e Hull). Al contrario di Nainggo: in panchina a Crotone; entrato allo scadere contro l’Inter (vittima di un affaticamento muscolare); sostituito 9 volte in campionato ed entrato a gara in corso in due occasioni in Europa League. Per un totale di 2.298 minuti giocati contro i 2.535 dell’ex juventino. Eppure…

Eppure Nainggolan è stato più prolifico e decisivo: le sue 7 reti sono valse 6 punti con Milan e Udinese (vinte entrambe 1-0 dalla Roma); “mezzo” derby (raddoppio nel 2-0); e agli ottavi di Coppa Italia ha aperto e chiuso il 4-0 alla Samp. I 6 gol di Pogba hanno fruttato la vittoria sul Middlesbrough (autore del 2-1) e quella con il Fenerbahce (segna l’1-0 e il 3-0 nel 4-1 finale). Con il Cristal Palace sblocca il risultato e fornisce l’assist del definitivo 2-1 a Ibrahimovic. Ecco, supera il romanista negli assist: 4 a 1. Ma ha una media punti inferiore con la sua presenza in campo (1,93 contro i 2,07 di Radja). Aveva ragione Spalletti… e anche Antonio Conte, pronto a fare follie per portarlo al Chelsea.

Pjanic, che colpo! E Pogba non va meglio – anzi – nel confronto con il suo “erede” alla Juventus, da cui i tifosi bianconeri si aspettavano magie soprattutto dalle punizioni (che non sono mancate, ne sa qualcosa il Milan). Ma Pjanic non è solo quello: ha segnato 4 dei suoi 8 gol su inserimenti, da mezzala classica (in realtà lo faceva già nella Roma, come nell’azione della sua ultima rete giallorossa, anche se sarà ricordata soprattutto per la geniale sponda di Totti); come suggeritore da trequartista (9 assist); e in costruzione da centrocampista centrale. Insomma, per non scontentare nessuno, nell’infinito dibattito sulla sua vera posizione in campo. Mentre l’anno scorso – per dire – a questo punto della stagione Pogba era andato a segno 5 volte, con 7 assist. Su 27 presenze, contro le attuali 24 del bosniaco.

Diciamo che in termini economici la Juve, nello scambio, ci ha guadagnato – Pjanic è costato 38 milioni, un terzo di quanto è stato venduto Pogba ai Red Devils – ma non si può negare che anche nelle prestazioni – fino a questo momento – la società torinese non abbia avuto ragione, per tornare alle parole di Spalletti. D’altronde Miralem era un altro di “quella razza” nella sua Roma.  

Super Marek. A differenza di Nainggolan e Pjanic, capitan Hamsik non può contare su compagni di reparto dell’esperienza internazionale di De Rossi, Strootman, Florenzi, Khedira o Marchisio. Ma Diawara, Allan e Zielinski stanno crescendo molto, Rog si farà, e su Jorginho si può fare affidamento. Intanto il 29enne slovacco – che a giugno festeggerà dieci anni sotto il Vesuvio – trascina il Napoli alla rincorsa di Juve e Roma, spaccando le difese avversarie e ribaltando l’azione come nessuno in Italia e ai massimi livelli in Europa: “Questo è il Napoli più forte in cui ho giocato – ha dichiarato al termine della sfida di Tim Cup con la Fiorentina – anche prima facevamo risultati, ma il gioco era diverso. Ora comandiamo le partite”.

Leader. Hamsik decisivo in campionato con 6 reti (tutte “pesanti”) e infarcendo di assist (8) il trio delle meraviglie Mertens-Insigne-Callejon. Rompe il ghiaccio al San Paolo in Champions (sua la prima rete nel 4-2 al Benfica) e salva il primato degli azzurri con l’eurogol di Istanbul al Besiktas. In semifinale di Coppa Italia si troverà faccia a faccia proprio contro Pjanic: e uno dei due potrebbe giocarsi il trofeo con Nainggolan. Perché loro valgono, almeno quanto Pogba. Anche senza emoji…  

Fonte: SkySport

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