L’AVVERSARIO: IL NAPOLI CONTRO I CAMPIONI DEL MONDO E DELLA CHAMPIONS

Ci siamo, la sfida che tutti i tifosi azzurri attendono da Dicembre ormai è vicina,  infatti il Napoli di Sarri, mercoledì 15 Febbraio, sfiderà al Santiago Bernabéu il Real Madrid, gara valevole per l’andata degli ottavi di finale della Champions League. Certo un avversario temibile per i Partenopei, basti ricordare che il Real è il campione in carica della Champions ed è fresco di vittoria del mondiale per club. Pericolo numero uno del madrileni è il pallone d’oro Cristiano Ronaldo, ma anche i vari Bale (in dubbio per la gara d’andata), Benzemà e Sergio Ramos, che hanno contribuito a quel record d’imbattibilità, fermato da Siviglia, che durava da 284 giorni, con  40 risultati utili consecutivi. Numeri mostruosi per una squadra formata da “mostri” che risulta essere una vera e propria macchina da gol, a volte aiutata anche da un pizzico di fortuna. Ma forse la vera fortuna del Real è quel Zidane bravo a plasmare tutti i campioni a sua disposizione. Ma come giocano i Blancos? Bene, in fase di costruzione utilizza due sistemi di gioco, ovvero un 4-2-3-1 con un centrocampo a due, che spesso gioca in linea, composto a turno da Kroos, Kovacic o Modric, i quali oltre a fare da filtro hanno il compito di imbeccare la linea a tre dei trequartisti composta da Ronaldo largo a sinistra, Bale a destra (sostituito causa infortunio da Vasquez) e centralmente da Isco o Rodriguez, che con il loro movimento creano gli spazi per l’unica punta  Benzemà, con Morata che viene impiegato col contagocce. Altre volte invece il tecnico francese preferisce schierare la squadra con un 4-3-3, con Kroos vertice basso di un centrocampo a tre, che fa da raccordo tra la difesa, formata da sinistra a destra da  Marcelo (anch’egli in dubbio per la gara contro il Napoli), Sergio Ramos, Varane e Carvajal, e il centrocampo composta da Isco e Modric (o Kovacic). Davanti le bocche di fuoco sono tre e rispondono al nome di Ronaldo, che funge da attaccante esterno alto di sinistra, Bale (o Vasquez) alto a destra e Benzema (o Morata) punta centrale. Il gioco voluto da Zidane si basa molto sul giro palla (non in modo ossessivo come quello voluto da Guardiola) ma soprattutto sulla ricerca dei veloci esterni d’attacco, capaci di creare superiorità nell’uno contro uno,  e sulle rapide verticalizzazioni. Una macchina quasi perfetta quella madrilena, che però non dovrà prendere sotto gamba l’impegno contro gli azzurri guidati da Sarri, che con il loro giro palla ad un tocco (quasi ossessivo per certi versi) sono la squadra che forse si avvicina di più a quel Barcellona guidato da Guardiola, che tanto ha vinto in terra spagnola. Tocca attendere quest’incontro per capire se poi, nella gara di ritorno al San Paolo (gremito), il Real verrà solo per fare una passerella o per giocarsi realmente il passaggio del turno.

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