Zemanlandia 2.0, Caprari&Cerri: generazione ’90

Gianluca Caprari e Alberto Cerri, attaccanti del Pescara (Getty)

Biancazzurri a caccia dell’impresa, col Boemo mai dire mai. Un ritratto dei due ragazzini terribili, subito protagonisti con Zeman: un astuto raccattapalle, i consigli del nonno ciclista. Due storie di riscatto e mercato. Caprari e Cerri, la generazione ’90 alla ricerca di una salvezza quasi impossibile

Gli occhi di uno “zemaniano” avranno brillato come pochi. Non tanto per i 5 gol, quanto per come sono nati. Specie il secondo, elogio di una “vecchia” volpe del pallone quasi 70enne. Non ditelo: “Vecchio io? Lo dicono gli altri, lo dice l’età. Ma io mi sento ancora giovane”. In grado di dare ancora qualcosa, come i suoi schemi. Le sue tattiche, le sue intuizioni. Sempre vivi dopo 25 anni. Passaggio-movimento-assist-gol. Tandem terzino-attaccante. Poker di dettami ormai evergreen, Genoa annientato (e Juric esonerato, c’è Mandorlini). Col Pescara che spera grazie a due talenti niente male, Caprari&Cerri (23 e 21 anni). La forza della generazione ’90.

Caprari-Zeman, l’intesa parte da lontano – . Caprari sugli scudi con una doppietta niente male: prima un revival del Zeman foggiano, poi una serpentina dentro l’area. Risultato? “5-0!”. E 7 reti in Serie A per l’attaccante. Rapido, intuitivo, una seconda punta: “E’ il mio ruolo ideale”. Vero, Zeman? Lo sa bene. Perché Caprari è l’unico giocatore ancora in rosa della storica promozione del 2012. Quella con Immobile, Insigne e Marco Verrati. Rughe, gradoni e sigarette, ricomincia così: “Lasciatemi fumare ancora”. Caprari-Zeman, un’intesa che parte da lontano. E continua: “Ci ha cambiato la mentalità”. La testa. Che poi è l’aspetto più importante in questi casi: “Dobbiamo fare un campionato come la Juventus per salvarci”. Parola del Boemo. Caprari protagonista comunque. Passato, presente, ma non il futuro. Perché a giugno sarà un giocatore dell’Inter (ora è in prestito). Voleva una big, ma prima l’Adriatico. Casa sua: “Sono nato due volte, una a Roma e l’altra a Pescara”. Senza dimenticare Oddo: “Importante per me, mi ha fatto sentire subito fondamentale”. E Zeman: “Mi ha fatto capire cosa significa lavorare duramente, poi è un maestro per noi attaccanti”. Semplice esempio da seguire, ascoltare.

Astuto raccattapalle – E la Roma? Caprari cresce lì, nelle giovanili vince tutto (campionato Allievi, campionato Primavera). Ma i giallorossi non ci credono davvero. Via a Pescara. Rancori? “Assolutamente no. Devo solo ringraziare la società giallorossa che mi ha permesso di diventare un calciatore”. Classico gol dell’ex all’Olimpico poi, in 3-2 di spettacolo. D’altronde l’aveva detto: “Se dovessi segnare, esulterei”. Veloce a battere Szczcesny. Anni fa, poi, anche a sistemare il pallone sul calcio d’angolo, conoscete la storia? Famosissima: quand’era piccolo, ai tempi delle giovanili, Caprari faceva il raccattapalle all’Olimpico. In occasione di un Roma-Palermo del 2008 sistemò subito la palla sul dischetto del corner. I rosanero non se ne accorsero, la Roma sì. Gol di Mancini, furia Palermo. E storia iniziata.  Sette reti in campionato (l’avrebbe fatto più volte se non fosse stato per due rigori sbagliati). Gioiellino lui, cresce guardando Milano e la maglia nerazzurra. Col Boemo nel passato e nel presente. 

Cerri, l’Ibra della Via Emilia – Famiglia umile, nonno ciclista e fisico “alla Zlatan”. Ok, piano coi paragoni. Ma dalle sue parti lo chiamano l’Ibrahimovic della Via Emilia. E in effetti è bello robusto: classico esempio di centravanti vecchio stampo, uno di quelli alti e fisicamente forti. Sempre il più alto in ogni categoria: “Andavo sempre a giocare con i ragazzi più grandi, mi divertivo di più”. Storie di infanzia, di quando giocava nei parcheggi con papà. Cerri sta lì davanti, fa a sportellate, lotta e combatte. Un po’ lento, sì. Difetto limabile. Domenica il primo gol in Serie A col suo Pescara e un’esultanza speciale dedicata alla famiglia: “Mi segue sempre, sono i miei primi tifosi”. Anche qui, lo zampino del Boemo. Gilardino out: “Oggi giochi tu”. Gambe che tremano: “Ho saputo che sarei partito titolare soltanto un’ora prima dell’inizio”. E che partita: prima l’autogol di Orban provato da un suo tiro, poi la prima gioia personale.

Nonno ciclista, a Pescara per caso – In area sgomita molto, merito del…nonno. Sport diversi, piccole dritte: “Mi insegna ad apprezzare la fatica. Quando si allenava, per transitare lungo certe strade doveva farsi largo energicamente, qualche volta finiva anche col fare a botte. Quando poi era protagonista di una volata era ancora peggio. Mi dice sempre: Alby quando sei in area fai un po’ come me. Tieni i gomiti alti”. Che storia Cerri, da sempre quella di un “predestinato”. Negli anni ha sgomitato (appunto) in Serie B. Lanciano, Cagliari, poi la Spal, salvo poi passare al Pescara in un giorno solo: “Per il mio acquisto, diciamo inaspettato, è successo tutto in fretta, perchè l’ultima partita che ho giocato con la Spal è stata il 29, mentre col Pescara è accaduto tutto il 30 pomeriggio”. Ora la salvezza. Difficile per vari motivi: i 12 punti in classifica dopo 25 giornate, i 22 dell’Empoli in zona sicura. Tanti, forse troppi. Nessuna squadra ha mai raggiunto la salvezza dopo un simile inizio. Ma l’importante è crederci sempre, sfida partita. Guai ai vinti e mai dire mai. Specie con Zeman in panchina.

Fonte: SkySport

Commenti

Questo articolo è stato letto 343 volte