Abramovich e Berlusconi ultimi ‘paperoni’ del calcio. Ormai si investe nel basket

Abramovich e Berlusconi ultimi 'paperoni' del calcio. Ormai si investe nel basketSilvio Berlusconi  ROMA – I milionari nel calcio? Sono in pochi. Preferiscono investire nella palla a spicchi, oppure su quella ovale, addirittura sul dischetto dell’hockey su ghiaccio, oppure nel cricket. Uno studio elaborato da Forbes spiega che nella top 20 dei proprietari sportivi più ricchi al mondo trova posto tra i calciofili solo Roman Abramovich, (patrimonio stimato in 9,1 miliardi di dollari), all’ottavo posto, un passo avanti al connazionale Mikhail Prokhorov (oligarca nel settore investimenti, proprietario dei Brooklyn Nets, Nba, con patrimonio da 8,9 miliardi di dollari). Per la gioia di Antonio Conte, che potrà sottoporre al suo principale una sontuosa lista della spesa per la prossima partecipazione alla Champions League.

E poco dopo la top ten (13esimo posto) c’è il presidente del Milan – in attesa del closing/Godot – Silvio Berlusconi, con la famiglia che pare possa contare su un patrimonio complessivo da sette miliardi di dollari. Mentre è 17esimo l’azionista di maggioranza del Tottenham, Joe Lewis, magnate negli investimenti da 5,6 miliardi di dollari. E il pallone c’è anche tra i beni di Stan Kroenke, azionista dell’Arsenal – oltre che dei Los Angeles Rams (Nfl), Denver Nuggets (Nba), Colorado Avalanche (Nhl) – e Dietrich Mateschitz, l’uomo Red Bull, con una partecipazione nei New York Red Bulls (Mls). Ma è poca roba, presenza marginale nella festa a suon di dollari di Nba (valore delle franchigie cresciuto del 114% in tre anni, anche grazie all’accordo con le tv per i diritti da 24 miliardi di dollari), Nfl (sempre il primo sport negli Stati Uniti), Mlb, Nhl. Non c’è ancora traccia di Suning, non ci sono altri riccastri celebri come la famiglia Glazer (Manchester United) e neppure lo sceicco Al Thani Paris Saint Germain). Insomma, il pallone pare non essere l’investimento preferito da chi cerchi di investire una piccola parte dei sudati risparmi.
Il dato generale evidenziato dalla ricerca di Forbes è che possedere una franchigia di football, basket, hockey – ma anche calcio – è un affare che porta dividendi alla causa.

Tanti dollari in tasca ma anche un enorme ritorno in termini di visibilità. Al punto che anche superstar che fino a qualche anno prima si divertivano a scherzare gli avversari sul parquet come Michael Jordan da un po’ si sono piazzati dietro a una scrivania. Il peso delle sponsorizzazioni, accordi con le multinazionali, soprattutto il valore impazzito dei diritti televisivi: sempre secondo Forbes ci sono ben 81 società sportive che valgono sul mercato oltre un miliardi di dollari. E sono 62 i milionari che s’iscrivono nel registro dei presidenti/proprietari/patron, alcuni anche con piccole quote in altre società di altre leghe. Il valore complessivo dei loro beni? 322 miliardi di dollari. E tornando alla vetta dei paperoni stilata da Forbes, il primo è Steve Ballmer, Los Angeles Clippers, 21esimo uomo più ricco del globo – 30 miliardi di dollari, anche se alle partite è la foto dell’americano medio che si esalta per una schiacciata, con pop corn e birra alla mano – grazie agli introiti garantiti da ex amministratore delegato di Microsoft. E che ha messo nel carrello i Clippers per due miliardi di dollari, dopo lo scandalo a tinte razziste che portava la Nba a mettere alla porta l’ex patron, Donald Sterling.

Sul secondo gradino del podio ecco l’indiano Mukesh Ambani, patron dei Mumbai Indians (cricket), con oltre 23,2 miliardi di dollari sotto al cuscino. Mentre al terzo posto c’è un altro milionario che si è arricchito con Microsoft (cofondatore con Bill Gates), Paul Allen, azionista di riferimento dei Seattle Seahawks (Nfl) e dei Portland Trail Blazers (Nba), patrimonio da poco meno di 20 miliardi di dollari.

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Protagonisti:
Roman Abramovich
Silvio Berlusconi

Fonte: Repubblica

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