Juventus, Allegri: “Dobbiamo migliorare tecnicamente. Rispetto a domenica 8 cambi”

TORINO –  “Abbiamo le carte in regola per andare in finale”. Alla vigilia della seconda trasferta a Napoli nel breve giro di 72 ore, Massimiliano Allegri chiede ai suoi di metabolizzare il pareggio di domenica in campionato (“non si può semrpe vincere”) e di “segnare almeno un gol” per conquistare la terza finale consecutiva di Coppa Italia. In un concitato e contiano finale di conferenza stampa, il tecnico toscano allontana i gufi dal cielo sopra Vinovo (“detesto un certo alone di negatività”), chiede all’ambiente bianconero di non dare tutto per scontato (“vincere è sempre qualcosa di straordinario”) e di riconoscere i grandi progressi fatti dalla sua Juve: “Siamo rispettati in Europa, e questa è la cosa più importante. Forte del 3-1 della semifinale di andata di Coppa Italia e molto probabilmente priva dell’acciaccato Mandziukic, la Signora si concederà un certo turnover, piazzando tutti i suoi sudamericani in campo dal primo minuto tranne Rincon: “Sono possibili sette o otto cambi rispetto a domenica”, rivela Allegri. Bonucci e uno tra Barzagli e Rugani davanti a Neto, Dani Alves e Alex Sandro in corsia, Khedira e Pjanic in mediana, Cuadrado-Dybala-Sturaro alle spalle di Higuain.

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Massimiliano Allegri, il verdetto di Napoli-Juve può incidere mentalmente sulle prossime partite che attendono la Juve?
“Intanto diciamo che stiamo attraversando un bel periodo in cui ci giochiamo scudetto, finale di Coppa Italia e semifinali di Champions. Detesto un certo alone di negatività, anche perché la squadra negli ultimi anni ha vinto qualcosina. Se una volta pareggi non che succede niente. L’importante è raggiungere gli obiettivi. Vincere non è la normalità, ma è qualcosa di straordinario, perché accade a una sola squadra. Più di tanto non si può fare, piaccia o non piaccia. Vincere sempre è impossibile. La crescita a livello internazionale è il nostro miglior risultato. La Juve è una squadra rispettata in Europa, e questa è la cosa più importante. Si parla sempre delle sei finali perse, ma pensiamo anche che la Juve ne ha giocate otto. Sennò poi diventa tutto normale…”
Cosa dovrà fare la Juve a Napoli di diverso rispetto a domenica sera?
“Ci attende una partita diversa, una sfida da dentro o fuori. Abbiamo l’obiettivo importante di raggiungere la terza finale consecutiva di Coppa Italia, per poi andare a Roma a vincere. Non sarà facile, il Napoli ha fatto buona gara dal punto di vista tecnico, ci ha creato difficoltà ma abbiamo le carte in regola per andare in finale. Dobbiamo fare meglio tecnicamente. Domenica abbiamo sbagliato molto, non siamo riusciti a sviluppare il gioco. Ma la fase difensiva è sembrata più incasinata di quanto è stata veramente”.
Quali sono le difficoltà di affrontare due trasferte a Napoli in tre giorni? Il 3-1 dell’andata vi dà sicurezza?
“Il 3-1 è diverso dal 2-0, perché per essere eliminati basta perdere 2-0. Per passare il turno dobbiamo fare gol, questo è poco ma sicuro. Ci aspettiamo un’altra partita importante del Napoli. Ma domenica la Juve ha dato prova di forza, adattandosi alla situazione. Ci sono anche gli avversari, in campo, altrimenti si giocherebbe contro le sagome. Quella di Sarri è squadra che gioca molto bene, terza in classifica, affrontarla è sempre difficile. Callejon è un giocatore tremendo, fa cinquecento scatti a partita. Il Napoli ha un gioco simile a quello del Barcellona: il percorso per la Champions è in qualche modo cominciato domenica scorsa”.
Che clima si aspetta di trovare al San Paolo?
“Domenica i tifosi napoletani sono stati correttissimi, la partita è scivolata via bene indipendentemente dai fischi. E’ stata una bella sfida sul piano tecnico, tattico e fisico, ottimamente gestita da Orsato e dalla sua squadra. Rompiamo spesso le scatole agli arbitri, a volte bisognerebbe dire anche qualcosa a loro favore… Complimenti inoltre alla Questura, che ha organizzato bene la trasferta della Juve. Anche se mi sembra eccessivo che la squadra venga blindata per trasferirsi dall’albergo allo stadio, è qualcosa che deve farci riflettere”.
Il Napoli potrebbe pagare le fatiche di domenica?
“Credo di sì, ma tutte e due le squadre hanno speso molto. Ripeto: quella di domani sarà una partita diversa, una sfida da dentro o fuori. E noi dovremo fare almeno un gol”.
Sono possibili cinque o sei cambi di formazione rispetto a domenica?
“Domani ci possono essere anche sette o otto cambi, vedremo. Per arrivare in fondo non possiamo spremerci troppo. E alla Juve mancano ancora tante vittorie”.
Quanto ha sofferto Higuain a livello ambientale?
“Domenica Gonzalo ha fatto buona prestazione sul piano fisico e tecnico, mi aspettavo di peggio. Indipendentemente dal fatto che è stato lasciato solo in attacco, si è visto che si sta riprendendo a livello ottimale. Se abbiamo parlato dei fischi? No, ma lui è molto sereno. Lo era domenica, lo sarà anche domani. E’ normale che dopo tre anni i tifosi possano avere certe reazioni. Se lo hanno fischiato è stato per metterlo in difficiltà perché Higuain rappresenta un pericolo per il Napoli”.
Le diffide di Lichtsteiner, Pjanic, Bonucci, Asamoah e Mandzukic influenzeranno le sue scelte?
“Assolutamente no. Chi gioca, gioca: poi al massimo salterà la prossima partita. L’anno scorso in finale mancava Bonucci, due anni fa mi pare Marchisio. Fortunatamente ho una rosa importante”.
Come sta Mandzukic? Senza di lui verrà comunque confermato il 4-2-3-1?
“Mario difficilnente sarà della partita, oggi valuteremo. Nel suo ruolo possono comunque giocare Alex Sandro con Asamoah basso, Sturaro, oppure Cuadrado piazzando due terzini a destra. Dybala e Cuadrado? Sono a disposizione. E Neto sarà di sicuro tra i pali”.
Nella semifinale di andata l’ultima apparizione della difesa a tre. Potrebbe essere riproposta?
“Vediamo, al momento è difficile, magari possiamo farlo a gara in corso”.
Si aspettava di più da Lemina?
“Mario domenica ha fatto una buona partita, per quelle che sono le sue caratteristiche. Non posso chiedere a Lemina quello che fa Cuadrado come a suo tempo non potevamo chiedere a Padoin di giocare davanti alla difesa come Pirlo”.
Come stanno i giovani Mandragora e Mattiello?
“Stanno entrambi bene, hanno giocato con la Primavera, vedremo se si ritaglieranno un po’ di spazio di qui alla fine del campionato”.
Che ne pensa del 19enne uruguayano Bentancur, ieri a Torino per le visite mediche?
“La società ha una prelazione che scade a breve, è stato fatto controlo medico di routine per vedere in quali condizioni è il giocatore. Altro, per ora, non voglio dire”.
 
 

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massimiliano allegri

Fonte: Repubblica

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