Sampdoria, un attaccante… Schick che piace alle grandi

GENOVA – L’eleganza sta già nel cognome. Gettonatissimo per gli slogan, una Samp, Schick, quando batte per la seconda volta il Genoa nel derby, quando fa fuori la Roma a Marassi, quando vince per due volte a San Siro, sottoponendo alla stessa legge il Milan e l’Inter. Ma l’eleganza, che nelle movenze fa scomodare paragoni impegnativi come quello con Van Basten, si vede soprattutto in campo, dove Patrik Schick già entusiasma, nonostante abbia solo ventun anni, compiuti due mesi fa, sia (meno) quando parte dall’inizio che (decisamente di più, nessuno in Europa da subentrante ha segnato quanto lui) a partita in corso. Schick con i suoi dieci gol al primo impatto con il calcio italiano, otto in campionato, due in Coppa Italia, sta persino oscurando la bellezza della sorella Kristhina, a cui è legatissimo, top model negli Stati Uniti, una Schickova che già ieri sera, con il trionfo contro l’Inter ancora fresco, spopolava sui social, per il suo messaggio di congratulazioni a Patrik, in bikini e pattini, curve perfette, fede dichiarata con il “forza Sampdoria” in italiano, e messaggio ammiccante a tutti quei tifosi blucerchiati che la vorranno conoscere, avvisando che “presto sarà a Genova per abbracciare suo fratello”. Kristhina è bella, ma anche lui, secondo .il parere delle ragazze doriane, non scherza, con quel fisico statuario che ad altri ricorda Ibrahimovic. Solo che il giovane Schick ha il difetto di essere estremamente riservato, poche uscite serali, quasi sempre con lo slovacco Skriniar che lo ha aiutato nell’apprendimento dell’italiano, qualche comparsata nei club e tanta vita casalinga, visto che non impazzisce per la cucina italiana, ma preferisce cucinarsi i piatti della sua terra, quelle prelibatezze boeme di cui dice di andare matto.

INTER-SAMPDORIA 1-2: GOL / PAGELLE

Schick è schivo, umile, con tanta voglia di apprendere, come attesta il suo allenatore Giampaolo (“rispetto a sei mesi fa è un altro giocatore, è cresciuto tantissimo, prima si esibiva per se stesso, come se fosse all’oratorio, ora è efficace per la squadra e decisivo come un campione”), e, dicono i suoi amici, la testa ben piantata sul collo. Di sicuro è intelligente, perché parla correttamente quattro lingue, e non ha fretta di spaccare il mondo e il calcio mercato, anche se gli otto gol in campionato hanno attirato le attenzioni di inglesi, tedeschi, spagnoli e in Italia di Napoli e Inter, con una valutazione che ha raggiunto comodamente la sua clausola rescissoria (contratto sino al 2020, 25 milioni di euro per interrompere il contratto), tanto è vero che la Sampdoria vorrebbe cambiare i parametri, più che raddoppiare l’attuale ingaggio (330 mila euro netti a stagione) ed alzare la soglia dello scioglimento a quaranta milioni. Schick non si è ancora messo al tavolo con i suoi agenti, ma non perché voglia andare via a fine stagione. Potrebbero valere poco le sue parole, pronunciate di recente anche con la nazionale ceca: “Alla Sampdoria sto benissimo, mi dà la possibilità di giocare con continuità, è il trampolino ideale per una grande carriera, non penso a nient’altro”. Un giocatore usa sempre le frasi con il bilancino, potrebbero essere condizionate dalla voglia di non inimicarsi l’ambiente.

Ma a rilanciare su questa intenzione è il suo stesso procuratore Paska, che definisce sciocchezze le voci su un trasferimento, “perché lui è forte, ma non è ancora pronto per un top club, deve restare almeno ancora un altro anno a Genova per maturare definitivamente”. Concetti ribaditi anche da Dario Canovi, che un  anno fa lo aveva offerto alla Roma, “Sabatini disse che quattro milioni erano troppi, credo che sia il suo più grande rimpianto, brava è stata la Sampdoria ad intuire che la cifra era invitante e a non farselo scappare”, ma che ora, da referente di Paska in Italia, conferma la volontà dell’attaccante di non muoversi. Tanto più che la permanenza di Schick, in caso di addio a fine stagione di Muriel, è stata promessa Giampaolo nel pacchetto riconferma, con allungamento del contratto sino al 2020. Il boemo resterà, gli è stato detto, e sarà titolare. Quello spazio che può avere già adesso, come è capitato con gol all’Inter, per via dello strappo rimediato da Muriel, guaio che rischia di chiudere in anticipo il campionato del colombiano. Schick ha spaccato molte partite, entrando dalla panchina, ma ora ci si può infilare dentro sin dal principio e puntare a quella doppia cifra (gli mancano due reti) che è diventata il suo grande obiettivo. Prima di provare a far male all’Italia nella fase finale dell’Europeo under 21 a giugno (10 gol in 11 partite nel girone di qualificazione) e di mettersi poi alla rincorsa di Russia 2018. Un Mondiale che vuole vivere da protagonista, dopo tanta gloria in blucerchiato. Prologo all’Inter (che non vuole comunque farselo sfuggire, magari prendendolo subito e accogliendolo fra un anno) o al calcio dei grandi che verrà. Destinazione obbligata, per la sua bellezza, per la sua eleganza e soprattutto per la sua tecnica. Sinistro sopraffino, ma destro che non usa solo per camminare.      calcio

serie A
sampdoria
Protagonisti:
patrik schick

Fonte: Repubblica

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