Gli interventi di Salvatore Caiazza, Dario Canovi, Dino Alinei, Francesco Marolda e Giuseppe Volpecina a Radio Punto Zero

SALVATORE CAIAZZA, giornalista de Il Roma, è intervenuto a “Fuori Gara”, trasmissione dedicata al Calcio Napoli in onda su Radio Punto Zero, dal lunedì al venerdì, dalle 14.00 alle 16.00, condotta da Michele Sibilla e Fabio Tarantino. Ecco quanto ha affermato: “Cavani parla di ritorno al Napoli nel 2020 quando avrà 33 anni, è un suo sogno e basta, non credo rientrerà nei piani della società. Quello che stiamo vivendo è bellissimo ma per vincere servirebbe qualche giocatore esperto da affiancare ai tanti giovani di belle speranze. Serve un esterno ed acquisterei un centrocampista che, nei momenti di difficoltà, possa rendersi utile col suo grande carisma. Non penso che Mertens lascerà Napoli, se dovessi pensare ad una partenza eccellente direi Koulibaly che verrebbe rimpiazzato ugualmente da un grande difensore. Il gap con la Juve si sta riducendo, quest’anno il Napoli ha perso punti nel girone d’andata mentre nella seconda parte di stagione c’è stata una crescita notevole. In un modo o nell’altro il campionato finirà domenica prossima. Nelle ultime due giornate il Napoli giocherà contro Fiorentina e Sampdoria ma avrà troppe motivazioni per fallire il doppio appuntamento. La Juve non ha nel suo dna l’idea di fare regali alle avversarie, credo non perderà contro la Roma”.
 
DARIO CANOVI, procuratore di  Thiago Motta, è intervenuto a “Fuori Gara”, trasmissione dedicata al Calcio Napoli in onda su Radio Punto Zero, dal lunedì al venerdì, dalle 14.00 alle 16.00, condotta da Michele Sibilla e Fabio Tarantino. Ecco quanto ha affermato: “Prima ancora di andare al Genoa offrì Thiago Motta al Napoli ma la società azzurra si lasciò influenzare dalle voci di qualcuno che gli disse che era un giocatore finito, infortunato, con un ginocchio distrutto. Invece Thiago ha vinto di tutti negli anni successivi: ha fatto il Triplete da protagonista con l’Inter e ha ottenuto tanti trofei al Psg. Oggi sta benissimo a Parigi, ha un ottimo rapporto con la società, di assoluta comprensione ed amicizia, e non intende andar via. Schick è stato vicinissimo alla Roma ma anche al Napoli, il ragazzo piaceva molto a Giuntoli, ne parlai personalmente con lui. Purtroppo qualcuno della società non ci ha creduto ma è anche vero che stavano valutando già Milik. Non sono io, oggi, a decidere il suo futuro, ma sono convinto che in 2-3 Schick diventerà uno dei primi cinque attaccanti al mondo, ha tutto: fisico, intelligenza calcistica e umana al di sopra della media, tecnicamente è anche più forte dell’Ibrahimovic della sua età, per qualità ricorda Van Basten. Negli ultimi due anni il Napoli ha fatto una campagna acquisti molto intelligente, ha preso giovani interessanti, ad esempio Zielinski mi piace da morire ma anche Rog e Diawara sono grandi giocatori. La Juve inizia ad avere un po’ di ruggine, soprattutto in difesa, ma l’arrivo di Caldara e Rugani sono acquisti intelligenti. Il gap coi bianconeri sarà dunque difficile da colmare ma è giusto provarci. Cavani? Il 2020 è talmente lontano che è difficile fare previsioni, Edi ha espresso un suo desiderio perché a Napoli si è trovato davvero bene. Parliamo di un attaccante fortissimo che segna tantissimo ma il Napoli non ha problemi realizzativi, anzi. Sarebbe stata una follia non rinnovare il contratto ad Insigne, uno dei giocatori più importanti in Europa. Ghoulam? Il Psg cerca sicuramente un terzino sinistro e valuta sempre giocatori francesi ma prima dovrà risolvere i problemi societari”. 
 
DINO ALINEI, vicepresidente associazione Momenti Azzurri, è intervenuto a “Fuori Gara”, trasmissione dedicata al Calcio Napoli in onda su Radio Punto Zero, dal lunedì al venerdì, dalle 14.00 alle 16.00, condotta da Michele Sibilla e Fabio Tarantino. Ecco quanto ha affermato: “Maradona appartiene al mito e alla storia, ha dato tanto e ha ricevuto tanto, il suo addio non ha cambiato nulla, Maradona-Napoli è un discorso perennemente aperto, ogni giorno in ogni strada, vicolo e casa si parla di Diego come fosse ancora un giocatore attivo. Il suo acquisto fu un parto pazzesco, ogni giorno c’erano notizie contrastanti, ci fu anche una rissa nella sede del Barcellona, tante notizie e retroscena che resero quella trattativa una classica storia napoletana. Sarebbe bellissimo se il Napoli riuscisse a ritrovarsi in casa un talento esplosivo come Maradona. Cavani? Non credo alla favola dei ritorni, anche se la punta ama la città a 33 anni sarà difficile ripetere certe gesta, meglio lasciare vivi i ricordi di quel che è stato fatto in passato”.
 
FRANCESCO MAROLDA, giornalista del Corriere dello Sport, è intervenuto a “Fuori Gara”, trasmissione dedicata al Calcio Napoli in onda su Radio Punto Zero, dal lunedì al venerdì, dalle 14.00 alle 16.00, condotta da Michele Sibilla e Fabio Tarantino. Ecco quanto ha affermato: “Del primo scudetto del Napoli ricordo una gioia incredibile e la voglia di voler fissare nella mente emozioni mai vissute prima, era una novità assoluta per tutti. Non dimentico l’immagine di una città in festa grazie alla propria squadra. Quel Napoli si era preparato a quell’evento tre anni prima quando aveva preso il miglior giocatore del mondo, non avrebbe avuto senso acquistare Maradona e poi non sperare nello scudetto. Festeggiare il trentennale a luglio avrà sicuramente suscitato da parte degli ex un po’ di rabbia. Questi sono eventi che vanno preparati con largo anticipo, non possono essere improvvisati, mi fa tristezza pensare che quella squadra debba passeggiare sulla pista d’atletica del San Paolo. Mi sarei aspettato qualcosa di diverso da parte della società. Quando una squadra riesce a stare per otto anni consecutivi in Europa acquistando grandi calciatori e segnando tanti gol vuol dire che s’avvia alla vittoria di uno scudetto. Ovviamente c’è ancora differenza tra Napoli e Juve ma non sono d’accordo con Sarri quando dice che bisogna andare a Lourdes per vincere il campionato. Questa squadra, già forte, ha bisogno di giocatori di spessore in alcuni ruoli chiave per accorciare la distanza con la Juve. Mertens? Sono convinto resterà ma da punta, il belga non accetterà di tornare esterno facendo la vecchia staffetta con Insigne. Mi aspetto un’altra stagione ricca di gol da parte sua. Mi domando con quale formazione la Juve affronterà la Roma, questa sfida si giocherà nel bel mezzo di due partite importanti, non so se Allegri schiererà i titolarissimi oppure no”.
 
GIUSEPPE VOLPECINA, ex difensore del Napoli, è intervenuto a “Fuori Gara”, trasmissione dedicata al Calcio Napoli in onda su Radio Punto Zero, dal lunedì al venerdì, dalle 14.00 alle 16.00, condotta da Michele Sibilla e Fabio Tarantino. Ecco quanto ha affermato: “Del 10 maggio ’87 ho ricordi bellissimi, difficili da spiegare. Ho avuto la fortuna di vivere la stagione più bella del Napoli, giocare col più grande di sempre e segnare un gran gol alla Juve. Non potrò mai dimenticare quella giornata, nel campo, negli spogliatoi, tra la gente. Certe cose bisogna provarle per capirle, Napoli è unica per questo, è tutto maggiorato in  questa città. Ho visto cose incredibili: interi palazzi pitturati d’azzurro, traffico immenso, persone che camminavano sulle auto, la città completamente tappezzata coi nostri nomi nei vicoli, emozioni indescrivibili. Giocare al fianco di Maradona è un’esperienza unica, in qualsiasi momento, anche quello apparenemente più difficile, poteva succedere qualcosa. Ti metteva la palla sui piedi, vedeva i tuoi movimenti mezz’ora prima gli arrivasse la palla. Era spettacolare giocare con lui. E poi era divertente, in allenamento faceva cose incredibili, cose che appartengono solo ad un genio. Passeranno secoli prima di conoscere un altro giocare simile. E’ un vero peccato che la festa dei trent’anni non sia stata organizzata al meglio. Giocheremo a Casoria, ringraziamo gli organizzatori che ci ospiteranno, ma la nostra casa è il San Paolo e sarebbe stato bello organizzare l’evento a Fuorigrotta. Per raccogliere tutti i tifosi ci voleva il San Paolo, questo è scontato. Magari ci saremmo ubriacati di nuovo come accadde trent’anni fa. Non diamo la colpa al Napoli, evidentemente ci sarà stato qualche malinteso tra le istituzioni, di sicuro si poteva fare qualcosina in più. Noi calciatori siamo rimasti spiazzati, all’improvviso ci siamo organizzati da soli per cercare di stare insieme, tra di noi e con i tifosi, perché il 10 maggio 1987 è una data che va ricordata ed era giusto farla con una partita. Sarà bello rivivere quei momenti, la Juve è distante ma non troppo, il Napoli deve crederci ed occorrono 2-3 giocatori di spessore per avvicinarsi ai bianconeri. Il segnale più importante sarà il rinnovo di tutti, non solo di Insigne. Col Torino sarà una gara dura, parliamo di una squadra sempre difficile da affrontare, servirà una grande prestazione da parte degli azzurri. Sono convinto che la Roma non riuscirà a battere la Juve”.
Fonte: Radio Punto Zero
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