Milan, Gattuso: “Io e Montella diversi, qui è il Paradiso. Non mi sento un traghettatore”

MILANO – E’ il giorno di Rino Gattuso. Dopo l’esonero di Vincenzo Montella, l’ex allenatore della Primavera si presenta in conferenza stampa. Ad introdurlo le parole dell’amministratore delegato Marco Fassone: “E’ una scelta fortemente voluta, non
è un tappabuchi. Mi è piaciuto tantissimo l’approccio che ha avuto, da un lato l’entusiasmo e la passione con la quale che ha accettato una responsabilità così importante. Dall’altro l’umiltà con cui si è posto con me e Mirabelli, senza chiedere nulla. Per Rino parla la storia, Rino conosce l’ambiente, lo spogliatoio. In questi mesi ha dimostrato di sapere cosa significa essere l’allenatore del Milan. Mirabelli tutti i giorni mi relaziona sulla Primavera. E’ un capitolo nuovo, guardiamo con ottimismo, farà bene a saprà cogliere questa opportunità. A fine stagione faremo i conti e tireremo le somme. Di partite ce ne sono ventiquattro, di punti 72, vediamo cosa raccoglieremo con lo spirito giusto e tireremo le somme. Seedorf e Inzaghi avevano il 10 e il 9, io l’8, eccomi qui. Speriamo di non fare la loro stessa fine”.
 
“NON SONO UN TRAGHETTATORE” – Queste le parole del nuovo tecnico: “Il mio sogno continua, è un privilegio allenare una squadra così – dice Gattuso -. E’ un giorno importante, è una grandissima responsabilità ma c’è la consapevolezza che c’è da lavorare duro. Ma sarà un piacere allenare questi giocatori, ci sono 16 nazionali, un’età media di 21 anni, sono giocatori che hanno fatto cose importanti e che non stanno attraversando un grande momento. Possono e devono dare di più. E’ un dato di fatto che si può fare di più, oggi dobbiamo diventare squadra. Dobbiamo saper soffrire, coprire bene il campo, non prendere ripartenza. Dare la sensazione che siamo una squadra quadrata. Provo le stesse sensazioni che provavo quando giocavo, quando supero il cancello di Milanello ed entro qui è un paradiso – ha proseguito l’allenatore rossonero descrivendo le proprie sensazioni -. Bisogna pensare a giocare a calcio, quando vedo i campi mi viene il mal di testa. C’è l’imbarazzo della scelta, ci sono strutture incredibili. C’è solo bisogno di passione, di amare questo lavoro, qui penso di avere tutto questo. Per me il sogno continua, è un privilegio allenare una società così. Se mi sento un traghettatore? Mi sarei sentito così se ci fossero da giocare solo 4 partite, non 24. So di non piacere a tutti ma conosco le mie doti e la mia forza. Mi sento vivo”.
Milan, Gattuso: ”Con Montella grande stima, ma sul calcio la pensiamo diversamente” Fonte: Repubblica.it

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