Figc, Tommasi si candida: “Per il bene del calcio”

L’immagine forte è lei che abbandona il consiglio federale dopo pochi minuti e dice: “Non c’è nessuna voglia di cambiare”. Come si convince chi non aveva nessuna voglia di cambiare a cambiare e schierarsi al suo fianco?

Non lo so, sicuramente non è schierarsi al fianco mio. È schierarsi in un percorso che deve iniziare. Quel giorno non era consiglio federale, era riunione ristretta dei rappresentanti delle componenti. Sono uscito semplicemente perché si doveva passare da quello che poi è stato il passaggio cruciale, con una settimana di ritardo. Doveva essere fatto prima da rappresentanti istituzionali quali eravamo. La sfida è di convincere, è un passo in più verso questo possibile cambiamento. Si può fare con le stesse persone, cambiando il modo di pensare. Non è facile perché se fosse facile lo avremmo già fatto. La speranza è che le leghe di Serie A e B, che ora sono frammentate, riescano a riunirsi e esprimere una posizione. Noi come rappresentanti dei calciatori abbiamo intrapreso questo percorso e stiamo provando a far capire che non è un’idea che va a vantaggio dei calciatori e basta, va a vantaggio di tutti. I calciatori hanno sposato questa linea, cerchiamo di far capire che si può coinvolgere gli altri non solo distribuendo ruoli.

In breve, quale sarebbe la sua federazione? La federazione con lei presidente come sarebbe?

Non lo so come sarebbe. Una federazione che dia voce a tutti e che dia il giusto peso delle proprie responsabilità a tutti. Per alcuni aspetti ai tecnici, per altri ai calciatori, a chi rappresenta il lato imprenditoriale. È lo statuto che lo dice, non è che la penso io così. Bisogna che qualcuno pensi che facendo un passo indietro se ne farebbero 10 in avanti tutti insieme.

Io continuo a riferirmi a Damiano Tommasi e lei utilizza “noi”. È questa la vera svolta?

È così. La mia persona rappresenta un movimento e delle idee. La cosa che più mi ha gratificato è che uscendo da quella riunione sono riuscito a riassumere il pensiero dei rappresentanti. Il mio obiettivo è capire come esplicitare questa voglia di cambiamento ed essere fedele al pensiero di chi si vuole far rappresentare.

Il riassunto potrebbe essere: la voglia era di avere un candidato unico per far funzionare la federazione, ma candidato unico non ci sarà e quindi Damiano Tommasi si candiderà contro chi ha già detto di volersi candidare.

Sicuramente la componente calciatori vorrà esprimere un candidato. Se sono io? Non corriamo troppo. 

Fonte: SkySport

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