
Anche tra Mourinho e Klopp è finita male, ma per questioni di soldi, non di donne. A gennaio il Liverpool ha sborsato un patrimonio per il difensore van Dijk e Mou non aspettava altro dal giorno in cui Klopp aveva criticato la cifra spesa dallo United per acquistare Pogba. È stato in silenzio per più di un anno, ma al momento giusto ha ripescato dall’archivio quelle vecchie dichiarazioni: “E adesso?”, ha chiesto rivolgendosi direttamente ai giornalisti. “Perché nessuno di voi gli ha domandato cosa ne pensa ora di quella cifra?”
In attesa della fredda stretta di mano tra i due, il prossimo 10 marzo, è meglio che Klopp indossi il grembiule blu: Jurgen, sei nella squadra di Antonio, con cui le affinità sono molte di più. Stesso modo di vivere la partita, con la vena del collo sempre gonfia, e di esultare per un gol, con una folle corsa solitaria o andando ad abbracciare i propri ragazzi.
Tra i big resta solo Pochettino, al quale francamente è difficile volere male. Solo un piccolo screzio con Conte che a luglio indica le solite note tra le favorite per il titolo, aggiungendo che per il Tottenham, a differenza delle altre, “non sarebbe una tragedia” se non dovesse vincere. Apriti cielo. Perché tradotto è un modo per lasciar intendere che il Tottenham sia un club con scarsa ambizione: per chi punta in alto, invece, perdere deve essere una tragedia. È stata l’unica volta in cui Pochettino ha ribattuto, chiedendo – naturalmente – respect, per lui e per la squadra. Niente di grave, per carità, ma in ogni caso, per sicurezza, Mauricio indossa il grembiule rosso: con Josè il rapporto è molto buono, rafforzato dai recenti apprezzamenti dello Special One che ha profetizzato una luminosa carriera per il collega, garantendo che “ha il talento per allenare un grande club”. “Anche se credo che sia già in un grande club”, ha poi precisato prima che Pochettino potesse interpretare male. Con certe cose non si scherza.
Fonte: Sky