“Quando firmai l’ultimo contratto nel 2016 con la Yamaha mi chiesi se non fosse davvero l’ultimo. Allora decisi che avrei preso la decisione in queste due stagioni. Durante le quali ho capito che correre con la M1 mi fa stare bene. Lavorare col mio team, con Silvano Galbusera, Matteo Flamigni, i meccanici e gli ingegneri è un piacere. Ringrazio la Yamaha, Lin Jarvis e Maio Meregalli in particolare, per la fiducia che ripongono in me, perché la sfida è grande, restare competitivi a 40 anni. So che sarà difficile e richiederà tanto impegno da parte mia, ma non ho cali di motivazione. È per questo che ho firmato per due anni“.
Numerose le domande rivolte a Valentino su cosa possa accadere dopo la scadenza del contratto appena firmato, e lui ha tenuto a precisare che non c’è alcuna opzione per un ulteriore rinnovo dopo quella scadenza, quindi presumibilmente sarà valutato il tutto col passare del tempo, così come è stato fatto dal 2016 ad oggi.
Per concludere una nostra ipotesi bizzarra: il Team Tech3 di Hervè Poncharal ha deciso di chiudere il rapporto di collaborazione con la Yamaha, che di fatto dal 2019 si troverà senza un team satellite, allora perché non siglare un accordo con la “VR46 Sky racing team” (scuderia di Rossi che corre in moto2 e moto3 , ndr.) concedendo a Rossi di guidare quella moto, fornendo però gli stessi aggiornamenti del team principale, trasformando in sostanza anche quella in un’altra moto ufficiale (Con Rossi in sella)?
Idea pazza, l’avevamo anticipato, ma è “pazzo” anche correre in MotoGP fino a 41 anni. Lunga vita al “Dottore”.