IL PERSONAGGIO – Napoli, il futuro deve chiamarsi “Sarri”

Emozionante, lo è stato per davvero vedere quel gesto d’affetto che la curva ha riservato verso l’allenatore azzurro, e l’eco di quel “Siamo tutti Sarri” è stato più forte di quanto lo siano state le polemiche, che si sono susseguite, dopo quella frase pronunciata dal tecnico toscano nei confronti di una nota giornalista, con  la quale si è prontamente scusato dopo la conferenza stampa chiarendo, nel caso non si fosse capito, che si trattava di una semplice battuta. Purtroppo il buon Maurizio, uomo genuino fino al midollo, dopo tutte le polemiche scaturite da quell’evento, avrà capito che in Italia certe battute  forse è meglio non dirle, a meno che tu non sia intenzionato a fare “un’opera di bene”, allora in quel caso saranno tutti “Allegri”e ben disposti nei tuoi confronti. Ma ciò che ci preme sottolineare è quell’emozione di cui abbiamo fatto cenno sopra,  infatti quella ha fatto breccia nel cuore di Maurizio Sarri e probabilmente avrà un ruolo fondamentale nella partita più importante che si andrà a giocare di qui a breve, ovvero quella del suo rinnovo contrattuale. Eh si, perchè il lavoro fatto dal tecnico azzurro va assolutamente riconosciuto e premiato, anche perché ci risulta difficile riuscire  trovare un altro allenatore in grado di fare un campionato ai limiti del miracoloso così come fatto dal Napoli guidato dal Toscano. Per quei pochi che avessero problemi di memoria  cerchiamo di rinfrescare un pochino le idee. Dunque, in estate la società per far si che questa squadra potesse lottare per lo scudetto aveva due compiti, confermare tutti i migliori giocatori della scorsa stagione (i famosi titolarissimi) e garantire al tecnico azzurro dei ricambi idonei al suo modo d’intendere calcio. Ebbene, se nel confermare la rosa la società è stata impeccabile, per quanto concerne i nuovi acquisti è stata davvero carente. Presentarsi ai nastri di partenza soltanto con Mario Rui e Ounas come nuovi innesti è stato davvero difficile da digerire, anche perchè si era già capito dalla stagione precedente che taluni calciatori (Giaccherini, Maksimovic, Rog etc.) erano poco funzionali al progetto tecnico del mister e quindi andavano necessariamente sostituiti, però evidentemente la dirigenza la pensava in maniera differente e quindi ha deciso di agire in questo modo, ignorando che le competizioni da affrontare erano tre e non una,  e che quindi avere più frecce al proprio arco sarebbe stato fondamentale. Poco male, il tecnico Toscano  fa di necessità virtù ed inizia ad inanellare una serie di vittorie impressionanti in campionato, cosa da far impallidire i record stabiliti da realtà ben più blasonate in passato nel nostro campionato. Ovviamente con una coperta così corta, ridotta ancor più a brandelli dagli infortuni di Ghoulam e Milik, davvero non si poteva pensare di ottenere risultati similari anche sulle tre competizioni, e quindi gli eventi hanno portato gli uomini di Sarri inevitabilmente ad uscire dalle coppe ed a concentrarsi esclusivamente sul campionato. Purtroppo il mercato di Gennaio (con l’Europa League ancora in atto) non è stato foriero di novità, almeno in ingresso, a differenza del mercato in uscita, dove sono stati ceduti Maksimovic e Giaccherini senza però sostituirli con nessun calciatore, e di fatto la guida tecnica s’è trovata addirittura nell’impossibilità di contrapporre undici elementi in allenamento in quanto “numericamente” mancanti (e da qui l’acquisto dello svincolato Milic). Ora mancano nove partite al termine della stagione, ed il Napoli di Sarri, secondo a due punti dalla Juve,  ha totalizzato la bellezza di 73 punti, e questo è frutto soprattutto del brillante lavoro del tecnico partenopeo, che ha dato una precisa identità a questa squadra, creando un gruppo coeso ed un’unità d’intenti che difficilmente si era viste prima nel panorama calcistico mondiale. Il Napoli probabilmente non possiede fuoriclasse nel vero senso della parola, ma per l’impianto di gioco voluto dal tecnico ognuno degli undici impiegati da Sarri può definirsi fuoriclasse nel proprio ruolo, per dirlo volgarmente nelle proprie mansioni, e ciò è espressione del lavoro certosino che il tecnico azzurro sta portando avanti da quasi tre anni. Non sappiamo se la squadra partenopea riuscirà a vincere o meno lo scudetto, ma quanto fatto finora da questo gruppo è solo da applaudire, perchè ha quasi ridotto al lumicino, con lavoro ed applicazione,  il gap tecnico nei confronti della juve che, ci preme ricordarlo, ha vinto gli ultimi 6 campionati ed è stata finalista Champions per ben due volte nelle ultime tre edizioni. Ora si avvicina uno snodo cruciale, come dicevamo in precedenza, infatti a breve sembra che s’incontreranno il patron azzurro ed il tecnico per ridefinire il futuro, ed a tal proposito vogliamo riportare le parole rilasciate di recente da Sarri in merito alla possibilità di restare a Napoli anche nelle prossime stagioni, infatti lui ha ribadito che rinnoverà solo “se ci saranno le premesse, ovvero solo se il progetto va avanti”. In sostanza lui non ne fa una questione economica ma di crescita progettuale,  e qui inevitabilmente la palla passa alla società. In sostanza, crediamo che difficilmente con una smobilitazione in massa o con un mercato stile 2017\2018 Maurizio Sarri decida di restare sulla panchina azzurra, e questo sarebbe davvero grave perchè attualmente sembra essere lui il vero top player del gruppo, e quindi sarà meglio che il patron azzurro si faccia due conti e accontenti le giuste richieste del buon Maurizio. Il futuro azzurro deve necessariamente chiamarsi “Sarri”, anche perchè i tifosi vogliono che questo sodalizio continui, ed infatti, domenica allo stadio, il loro pensiero l’hanno palesato a chiare lettere…

Commenti

Questo articolo è stato letto 2074 volte