
Oggi, Kevin De Bruyne è uno dei giocatori più apprezzati a livello mondiale. Dopo l’exploit con la maglia del Wolfsburg, il centrocampista belga è stato plasmato e trasformato da Pep Guardiola, che lo ha fatto diventare uomo chiave per il gioco del suo Manchester City. Nel passato del classe 1991, però, non solo sorrisi in Premier League. Nel 2013, infatti, De Bruyne, alla sua prima esperienza in Inghilterra, ha avuto notevoli difficoltà ad ambientarsi nel Chelsea, club che nel giro di due anni è arrivato a cambiare ben quattro allenatori: Villas-Boas, Di Matteo, Benitez e Mourinho.
“Mou distante, ci ho parlato solo due volte”
Allora molto giovane, il talento di Gand ebbe grande difficoltà nell’instaurare un rapporto proprio con lo Special One, fatto – tra gli altri – che lo portò dopo poco a lasciare Londra e a spostarsi in Germania. Dei sei mesi al fianco dell’allenatore portoghese, il centrocampista del City ha parlato così: “Direi che Mourinho è stato distante – ha ammesso – Non sono uno che parla molto con i suoi allenatori, ma lo faccio se dall’altra parte c’è qualcuno che dimostra di voler comunicare. Lui era il capo, c’era molta distanza tra allenatore e giocatore. Gli avrò parlato due volte – ha svelato De Bruyne – La prima quando volevo passare al Borussia Dortmund, a inizio estate; la seconda volta gli ho detto che per me era meglio andare via, che volevo giocare a calcio”. Il Chelsea pagò, nel 2013, 7 milioni di Sterline per strappare il belga al Genk: poco tempo dopo il City ne avrebbe sborsati 54 per farlo tornare in Premier League dal Wolfsburg.
Fonte: Sky
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