Più emoji che gol: la stagione storta di R.Sanches

La parabola discendente

Sulla stagione di Renato Sanches ha certamente influito l’infortunio di inizio gennaio alla coscia, che lo ha costretto allo stop per 85 giorni e 15 partite, senza più rientrare nemmeno nel finale di stagione che ha condannato lo Swansea alla seconda divisione inglese dopo il ko contro il Southampton dell’8 maggio scorso. “Renato sa che quest’anno ha giocato male, non è più al livello di un tempo e l’infortunio di gennaio ha chiuso la sua stagione – ha proseguito Carvalhal – molti mi dicono che potrebbe tornare al Benfica, e credo che sarebbe la cosa giusta per lui: nel suo paese, vicino alla famiglia può tornare a migliorare. Le emoji? Una cosa stupida, questi sono i pericoli dei social network”. In riferimento proprio alle foto pubblicate da Renato Sanches sul proprio profilo Twitter, dove è comparsa la sua “faccina” personalizzata come già capitato in passato agli altri grandi giocatori del panorama europeo e mondiale. Giorno di pubblicazione del tweet? 9 maggio, meno di ventiquattrore dopo il ko contro i Saints che aveva spedito – seppur non aritmeticamente – lo Swansea in Championship. Pessimo tempismo per la condivisione del post, nonostante verosimilmente dietro alla scelta ci siano vari contratti di sponsorizzazione.

Il portoghese era arrivato in Galles la scorsa estate con la formula del prestito oneroso, e a breve il  suo cartellino rientrerà in Germania. Il giorno del suo acquisto i tifosi lo definirono come “uno dei colpi più emozionanti degli ultimi anni”. È passato meno di un anno, ma sembra un secolo.

Fonte: Sky

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