
Finalmente il digiuno è finito. Un pilota italiano torna ad essere titolare nel mondiale di F1.
Quando, a Marzo, si spegneranno i semafori del gran premio d’Australia, l’attesa, durata 8 anni, sarà solo un ricordo. Giovinazzi, 25 anni a dicembre, affiancherà Raikkonen quale pilota ufficiale dell’Alfa-Sauber. Si è vero l’ha già guidata lo scorso anno, ma non era Alfa e solo per due gran premi, chiamato già oltre l’ultimo minuto a Melbourne per sostituire l’infortunato Wehrlein. La telefonata e il volo preso di corsa per essere in pista da sabato, saltando le prove del venerdì. Subito nella mischia con soli 150 giri di F1, nelle braccia e nel piede, e subito vicino all’impresa, non riuscendo a qualificarsi per il Q2 per un nulla. 12° al debutto in gara, non male, principalmente attento a non sbagliare su una pista mai vista prima. In Cina ecco la seconda occasione, ma sbaglia due volte, finendo a muro, nello stesso punto, sia in qualifica sia in gara. Errori che ci stanno per chi è chiamato a dover dimostrare tutto e subito, sapendo che Wehrlein avrebbe ripreso il suo posto dal gran premio successivo.Un antipasto di quel che verrà, rimasto indigesto, ma adesso ci sono tutti gli ingredienti per sedersi alla tavola dei grandi, senza dover sperare in una sedia libera, ha il suo posto e soprattutto è affamato.
GP2 e Ferrari
Vice campione GP2 nel 2016, alle spalle del futuro pilota Red Bull Gasly, Giovinazzi è pronto più che mai per la Formula 1, con la consapevolezza che adesso può “mangiare” tutto con calma, senza la pressione avuta e provata. Ha fatto e fa un lavoro nevralgico al simulatore Ferrari, per aiutare il team, come ha fatto, ad avere la migliore macchina. Ore e ore chiuso in una stanza buia, dentro al ragno di Maranello. Non varranno come chilometri reali, fatti comunque in pista con Ferrari, Sauber e Haas, ma sicuramente questa esperienza virtuale è stata fondamentale per poter vivere l’ambiente anche con impegni e occhi diversi e per avere un’immagine a 360° del mondo F1 che in pochi hanno.
Fonte: Sky
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