Gli interventi di Pietro Lo Monaco, Antonio Giordano, Peppe Iannicelli e Michele Pazienza a Radio Marte

A Marte Sport Live su Radio Marte è intervenuto Pietro Lo Monaco, amministratore delegato del Catania

“Juventus-Napoli? Sono due organici forti, ma diversi. Lo scorso anno il Napoli aveva qualcosa in più rispetto alla Juventus, come gioco espresso e non come organico e infatti a Torino il gioco del Napoli riuscì ad eliminare il gap.

Questa estate invece il Napoli ha messo un punto ed ha deciso di agire in maniera diversa. Mi sorge una domanda: il Napoli aveva bisogno di mettere un punto e di iniziare un nuovo ciclo con Ancelotti? Queste però sono delle scelte aziendali”.

A Marte Sport Live su Radio Marte è intervenuto Antonio Giordano, giornalista

“Hysaj e Rui hanno sbagliato una partita, ma il Napoli ha perso contro la Juventus quando la squadra di casa ha deciso di mettere in campo una superiorità che dal punto di vista dell’organico è sotto gli occhi di tutti. Esistono dei parametri e si può provare a sovvertirli, ma i favoriti restano legittimamente i bianconeri.

Non dobbiamo lasciarci ossessionare dai numeri e dai moduli perchè durante la partita ci sono tante varianti e tra questi c’è anche la qualità dei calciatori come Cristiano Ronaldo che ha cambiato il match”.

A Marte Sport Live su Radio Marte è intervenuto Peppe Iannicelli, giornalista

“Il Napoli deve colmare un deficit dirigenziale evidente. Il modello De Laurentiis è interessante, ma lacunoso in alcune figure importanti e una figura come quella di Marotta farebbe al caso del Napoli. De Laurentiis, oltretutto, è abituato a confrontarsi con professionisti di alto valore. Mi pare che il presidente i soldi ce li stia mettendo e i rinnovi di Koulibaly, Insigne e Mertens lo dimostrano, oltre agli acuisti che hanno avuto una certa onerosità.

Il Napoli dovrà fare la partita perfetta contro il Liverpool e l’atteggiamento mentale sarà determinante”.

A Marte Sport Live su Radio Marte è intervenuto Michele Pazienza, ex calciatore

“Affrontare una squadra come il Liverpool è sempre bello. Quando il mio Napoli lo affrontò, eravamo inferiori al Napoli di oggi ed eravamo anche meno esperti. Facemmo una bella partita contro il Liverpool e fu esaltante, poi però l’ingresso di Gerrard cambiò tutto. La nostra forza era il gruppo e provavamo ad andare oltre i nostri limiti.

Il Napoli di oggi ha un’identità precisa e deve solo avere continuità nell’arco dei 90 minuti.

Ho visto Juve-Napoli e devo dir che la partenza degli azzurri è stata fortissima, ma a centrocampo ha sofferto ed ha concesso troppo. Se permetti ad una squadra come la Juve di fare superiorità numerica è difficile riuscire a portarla a casa”.

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