OBIETTIVO NAPOLI – Il 3-2-4-1 offensivo porta buoni frutti

Prestazione positiva del Napoli tra le mura amiche, contro la temibile Sampdoria di Giampaolo, che oggi non è riuscita a contrastare efficacemente la voglia di riscatto dei partenopei e le strategie offensive proposte da Ancelotti.
Con la scelta dei giocatori, il tecnico azzurro oggi è tornato alle certezze di inizio stagione, proponendo un 4-4-2 che in fase offensiva si trasformava in una sorta 3-2-4-1. Quando attaccava, infatti, il Napoli alzava molto Mario Rui, come di consueto, accentrando Zielinski tra le linee. Contemporaneamente, Insigne si abbassava nella posizione di trequartista di centro-destra, lasciando Milik unica punta, con Callejòn largo a destra. La Sampdoria ha sofferto molto questo atteggiamento tattico, soprattutto nel primo tempo, non riuscendo a trovare le adeguate contromisure per contrastare il gioco sulle fasce partenopeo. La squadra di Giampaolo, infatti, si schierava con un rombo a centrocampo alquanto stretto, che lasciava ai soli terzini l’onere di contrastare le sovrapposizioni sugli esterni dei napoletani, che per gran parte di gara hanno tenuto il dominio completo della trequarti.
Nella ripresa, già sotto di due gol, Giampaolo ha cercato (tardivamente) di correre ai ripari, modificando il suo consueto sistema di gioco in un 4-2-3-1 che potesse dare maggiore copertura sulle fasce, con lo spostamento di Jantko sull’out di sinistra e con l’allargamento di Defrel prima, e Gabbiadini poi, sulla destra, dando maggior ampiezza alla sua squadra. Gli accorgimenti sampdoriani hanno in parte ridotto la libertà del Napoli di infierire sugli esterni, ma non sono riusciti ad insidiare la difesa degli azzurri, che sono riusciti a controllare senza particolari affanni il match anche della ripresa, con buona personalità e non rinunciando a far male quando possibile.
Positive, oltre all’atteggiamento tattico, anche le prestazioni dei singoli. Nessuno degli azzurri si è espresso oggi sotto la sufficienza, con il ritorno al gol (e ad una prestazione positiva) di Insigne che sarà sicuramente importante in ottica europea. Fa piacere anche il ritorno al gol di Verdi, un patrimonio che Ancelotti deve sforzarsi di valorizzare maggiormente nelle prossime settimane. L’unica perplessità resta legata alle voci di una possibile partenza di Hamsik. Non si capisce perché in questo mercato (ed oltre) sembri si stia facendo di tutto per indebolire il reparto di centrocampo, che già in partenza non è che vivesse delle più floride prospettive. Ceduto Rog, Allan tenuto per i capelli, ora le preoccupazioni riguardano il capitano che, seppur non più irreprensibile dal punto di vista tecnico e atletico, rappresenta sempre un punto di riferimento importante per i compagni in mezzo al campo. Certo, non è giusto trattenere un giocatore contro la sua volontà, ma siamo così folli a pensare che prima di operare una cessione così importante si dovrebbe già assicurarsi un’alternativa di pari livello?

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